LA DONNA E IL SOCIALISMO

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August Bebel . 1883
arteideologia raccolta supplementi
nømade n.24 Giugno 2026
LA RIPRESA DELLE OSTILITÀ
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LA DONNA NELL'AVVENIRE . 13.2 (fine)

[ l’arretratezza della conoscenza origina stramberie scientifiche ]

La legge della diminuzione della rendita è una stramberia di Malthus, che poteva essere concepita ai suoi tempi nello stato poco sviluppato della cultura agricola, ma che ora è contraddetta dalla scienza e dall’esperienza. 
È piuttosto legge che la produttività di un campo stia in diretto rapporto al lavoro umano (inclusa la
Scienza e la tecnica) e alle materie d'ingrasso usate. Se era possibile ai piccoli agricoltori francesi nel corso degli ultimi 90 anni di quadruplicare il prodotto del suolo, mentre la popolazione non si era nemmeno raddoppiata, possiamo attenderci ben altri risultati da una società amministrata a sistema socialistico.
I malthusiani dimenticano che nelle condizioni attuali dobbiamo considerare non solo il nostro suolo, ma quello del mondo intero, cioè di molti paesi che resi fecondi, renderebbero 20 o 30 volte più prodotti di quanto si raccolga in uguale superficie del nostro suolo,
È vero che la terra è già posseduta in gran parte dagli uomini ma, tranne qualche eccezione, in nessun luogo è coltivata e sfruttata come potrebbe essere. Non solo la Gran Bretagna potrebbe produrre molto più di quanto produce oggi, ma anche la Francia, la Germania, l'Austria e più ancora le altre nazioni europee.
Solo nel piccolo Wurttemberg, coi suoi 879.970 ettari di suolo coltivabile a grano, con l’applicazione dell'aratro a vapore si potrebbe aumentare la quantità media delle messi da 6.410.000 quintali di grano a 9.000.000.
La Russia europea, prendendo ad esempio la popolazione attuale della Germania, invece di alimentare circa 100 milioni di abitanti, quanti ne conta oggi, potrebbe alimentarne 475 milioni. Oggi la Russia europea conta circa 1.000 abitanti per miglio quadrato, la Sassonia più di 12.000.
L’obbiezione che nella Russia vi siano vaste estensioni di terreno che per il clima sarebbe impossibile di rendere fertili è giusta, ma la Russia ha, specialmente al sud, un clima ed una fertilità di suolo che la Germania è lungi dal possedere. Di più, per la densità della popolazione e per l’estensione assunta dalla coltivazione del suolo è stato modificato il clima in modo che è difficile oggi calcolarne gli effetti.
Ovunque l'uomo si accumula in massa, avvengono alterazioni climatiche. Noi annettiamo troppo poca importanza a questi fenomeni, né possiamo calcolarne tutta la portata, perché non abbiamo movente, e nell’ordine attuale delle cose, non abbiamo neanche la possibilità di fare esperimenti in grande. Di più, tutti i viaggiatori concordano nel dire che, per esempio, anche nell'estremo nord della Siberia, dove la primavera, l'estate e l'autunno si seguono con rapida successione di pochi mesi, si sviluppa improvvisamente una rigogliosa vegetazione che desta la più alta meraviglia. Così anche la Svezia e la Norvegia, oggi tanto scarsamente popolate, con le loro immense foreste e le loro inesauribili ricchezze di metalli di fiumi di coste marittime, potrebbero fornire ricca sorgente di alimenti per una densa popolazione. Ma i mezzi e 1e istituzioni acconce che potrebbero dar luogo alla ricchezza di questi paesi non si possono ottenere nelle presenti condizioni e quindi anche una parte di questa popolazione emigra.
Quanto è detto pel nord ha molto più importanza per il sud dell'Europa, il Portogallo, la Spagna, l’Italia, la Grecia, i principati Danubiani, l'Ungheria, la Turchia, ecc. Un clima eccellente, un suolo così fertile e rigoglioso come si trova appena nelle migliori regioni degli Stati Uniti, forniranno in avvenire a popolazioni numerosissime i più abbondanti mezzi di alimentazione. Le disgraziate condizioni politiche dei paesi accennati fanno sì che centinaia di migliaia d’individui passino l'Oceano invece di rimanere in patria o di stabilirsi in paesi molto più vicini e più comodi.
Quando esisteranno condizioni politiche e sociali migliori, saranno necessari milioni di uomini per elevare quei paesi vasti e fertili ad un grado più alto di civiltà.
Per molto tempo non avremo in Europa, per raggiungere una civiltà più elevata, una sovrabbondanza di uomini, ma piuttosto scarsità; e in tali condizioni è assurdo abbandonarsi a qualunque timore di un eccesso di popolazione e si deve tenere sempre in mente che lo sfruttamento delle sorgenti degli alimenti con l’applicazione delle scienze e dell'opera umana non conosce limiti e che ogni si fanno scoperte e invenzioni che aumenteranno tali sorgenti.
Se dall'Europa passiamo ad altre parti del mondo, vedremo in molto maggior grado mancanza di uomini e abbondanza di terreno. I paesi più rigogliosi e fertili del mondo sono ancora completamente incoltivati, o quasi, perché la loro coltivazione non può essere intrapresa da alcune migliaia di uomini, ma esige colonizzazioni di molti milioni.
A questi paesi appartengono fra gli altri l’America centrale e meridionale, centinaia di migliaia di miglia quadrate. L'Argentina aveva, per esempio, nel 1892 5 milioni di ettari di terre coltivate, mentre il paese possiede 96 milioni di ettari di suolo fruttifero. Si calcola per lo meno a 200 milioni di ettari la terra adattata per la coltivazione dei grani nell'America meridionale, ancora non coltivata, mentre gli Stati Uniti, l’Ungheria, la Gran Bretagna e l'Irlanda, la Germania e la Francia tutte insieme hanno soltanto 105 milioni di ettari coltivati a granaglie. Carey affermava 10 anni fa che solo la valle dell'Orenoco, lunga 360 miglia potrebbe fornire alimenti in tale quantità da alimentare l'umanità intera. Anche ammettendo solo la metà di questo calcolo, ce ne sarebbe d'avanzo. In ogni caso l'America meridionale da sola potrebbe mantenere la maggioranza degli uomini esistenti. Il valore nutritivo di un terreno coltivato a banani ed uno di uguale estensione coltivato a frumento sta come l33 a 1. Mentre il nostro frumento coltivato in terreno favorevole dà un prodotto da 12 a 20, il riso nella sua patria dà da 80 a 100, il mais da 250 a 300 della sua semenza; e in alcuni paesi, come per esempio nelle isole Filippine, si calcola che possa moltiplicare fino a 400 volte la sua semenza Si tratta poi di rendere nutritivi tutti questi alimenti con una conveniente preparazione. A questo proposito la chimica ha davanti a sé un campo di sviluppo inesauribile.
L'America centrale e meridionale, soprattutto il Brasile, che è quasi vasto come tutta l’Europa (152.000 miglia quadrate con circa 13 milioni di abitanti) sono talmente fertili da destare l’ammirazione e la sorpresa di tutti i viaggiatori. Questi paesi hanno anche una ricchezza inesauribile di miniere e di metalli. Ma per il mondo sono terreni quasi vergini, perché la popolazione indolente e scarsa è troppo bassa nel grado di civiltà per rendersi padrona della natura. Le scoperte negli ultimi anni hanno dimostrato come stanno le cose in Africa. Se anche una gran parte del centro dell’Africa non sarà mai suscettibile dell'agricoltura europea, lo saranno però altri vasti territori quando si applicheranno principi razionali di colonizzazione.
D’altra parte vi sono ancora in Asia estese regioni fertili che possono alimentare milioni di uomini, ma l’esperienza del passato ci ha dimostrato come in quelle contrade, oggi sterili e quasi deserte, il clima mite possa trarre dal suolo un'alimentazione delle più abbondanti, se l’uomo sa condurvi l’acqua benefica. Con la distruzione dei grandiosi acquedotti e delle opere di irrigazione nell'Asia occidentale, nei paesi del Tigri, dell’Eufrate, ecc., per la devastazione delle guerre di conquista e per l’insensata oppressione della popolazione, si convertirono paesi di migliaia di miglia quadrate in deserti e terre sabbiose[1]. Come in Asia così anche nell’Africa settentrionale, nel Messico, nel Perù vadano gli uomini civili a milioni a popolarli e si schiuderanno sorgenti inesauribili di alimenti La palma dattifera prospera in Asia in abbondanza indescrivibile ed occupa tanto poco posto che 200 palme coprono appena un jugero di suolo.
Il seme della dura da in Egitto più di 3000 frutti e pure il paese è povero, non per la sovrabbondanza di uomini ma per lo sfruttamento del terreno che fece sempre più estendere il deserto. I grandiosi risultati ottenuti dall’agricoltura e dall’orticultura in tutti questi paesi dell’Europa sono incalcolabili.
Gli Stati Uniti del nord America, in ragione dello stato presente della produzione agricola, potrebbero mantenere comodamente quindici o venti volte la popolazione attuale (75 milioni), cioè da 1200 a 1500 milioni. Il Canadà potrebbe nella stessa proporzione fornire alimenti invece che per 6 milioni, per parecchie centinaia di milioni. Abbiamo inoltre L’Australia, le isole numerose e straordinariamente fertili, e in parte grandi, del Grande Oceano e dell’Oceano Indiano, ecc.
Moltiplicare gli uomini, non diminuirli, è il grido che in nome della civiltà prorompe dal petto del genere umano.
Sono dunque le istituzioni sociali, il sistema attuale di produzione e di distribuzione dei prodotti, che creano mancanza e miseria, e non il soprannumero degli uomini. Alcuni successivi raccolti abbondanti abbassano talmente i prezzi degli alimenti che una parte considerevole dei nostri agricoltori ne viene rovinata.
Invece di mettere i produttori in condizione migliore, li rende più vessati, Moltissimi coltivatori considerano oggi un buon raccolto come una disgrazia, perché ribassa i prezzi in modo da copriree appena le spese di produzione. E possono dirsi queste condizioni ragionevoli? Per tenere lontano da noi i prodotti di altri paesi s’impongono dei dazi elevati sui grani per rendere difficile l’importazione delle granaglie estere e per far salire di prezzo quelle nazionali. Noi non abbiamo dunque mancanza, ma sovrabbondanza di alimenti, come abbiamo sovrabbondanza di prodotti industriali. Come vediamo milioni di uomini che hanno bisogno di prodotti industriali di ogni specie, ma non possono appagare i loro bisogni, nelle condizioni di proprietà e di guadagni esistenti, così milioni di altri mancano dei viveri necessari, perché non ne possono sopportare i prezzi benché i viveri esistano in sovrabbondanza.
Ci domandiamo dunque di nuovo: Sono queste condizioni ragionevoli? La loro stoltezza è evidente. Quando il raccolto del grano è abbondante, i nostri speculatori lasciano spesso andare a male il prodotto perché sanno che il prezzo aumenta progressivamente se viene a mancare. E possiamo mai temere l’eccesso di popolazione?
In Russia, nell'Europa meridionale e in molti altri paesi del mondo, si lasciano andare a male centinaia di migliaia di quintali di grano perché mancano i magazzini e i mezzi di trasporto adatti.
Molti milioni di quintali di alimenti si perdono annualmente perché i sistemi del raccolto sono imperfetti e, nel momento opportuno, mancarono le braccia. Si arriva perfino ad incendiare granai e fattorie perché i premi di assicurazione aumentano il guadagno. Si distruggono gli alimenti per lo stesso motivo per il quale si fanno colare a fondo navi con carichi ed equipaggi.[2]
Le nostre esercitazioni militari rovinano ogni anno considerevole quantità di raccolti. Le spese di una manovra che dura soltanto pochi giorni aumentano a centinaia di migliaia di lire e la stima, come si sa, è molto moderata. E ogni anno abbiamo di tali manovre. A questo scopo si devastano interi villaggi, togliendo grandi estensioni di terreno all'agricoltura.
Non dimentichiamo però che a tutte le sorgenti menzionate che fanno aumentare gli alimenti si deve aggiungere il mare, la cui superficie sta alla terraferma come 18 a 7; dunque è due volte e mezzo la terra, e attende ancora l’utilizzazione razionale della sua enorme ricchezza di generi alimentari.
Ci si prepara per l'avvenire una prospettiva ben diversa da quella oscura che ne dipingono i malthusiani.
Chi può dire quale sarà il limite delle nostre cognizioni chimiche, fisiche e fisiologiche? Chi può osare predire quali gigantesche imprese assumerà l’umanità dei secoli avvenire per ottenere cambiamenti nelle condizioni climatiche dei paesi e nell’utilizzazione del suolo?
Già nella forma capitalistica della società moderna vediamo eseguire imprese che un secolo addietro furono ritenute impossibili e pazze. Si tagliano istmi e si collegano i mari; lunghi tunnels attraversano le viscere della terra e, passando dentro le montagne, uniscono paesi lontani. Altri si aprono sotto il fondo del mare per abbreviare le distanze, evitare i pericoli e gl'inconvenienti che derivano dai paesi separati dal mare.
Dove esiste dunque un punto in cui alcuno potrebbe dire: «Fin qui e non più in là?»
Non solo l’esperienza ne fa negare che il prodotto del suolo possa diminuire, ma ne fa affermare per l’opposto che abbiamo suolo coltivabile in esuberanza tale da potere essere sfruttato da milioni di uomini.
Se si dovesse por mano al tempo istesso a tutte queste iniziative di coltivazione, non avremmo troppi, ma troppo pochi uomini. L’umanità deve moltiplicarsi anche molto per potere adempiere tutti i compiti che le competono.
Né il suolo è sfruttato come potrebbe essere, né esistono per quasi tre quarti della superficie terrestre uomini a sufficienza per coltivarlo. La sovrabbondanza relativa di popolazione, determinata dal sistema capitalistico di oggi a detrimento dell’operaio e della società, in un grado più alto di civiltà si dimostrerà invece un benefizio.
Una popolazione numerosa non è un ostacolo, ma un istrumento di progresso, come sono condizioni necessarie di progresso la produzione sovrabbondante di merci e di alimenti, l’abolizione del matrimonio, l’ammissione delle donne e dei bambini nelle industrie, l’espropriazione delle piccole industrie a favore delle grandi.
L'altro lato della quistione è: Si moltiplicheranno gli uomini nella progressione voluta e ne sentiranno essi il bisogno?
I malthusiani, per provare la straordinaria capacità che hanno gli uomini di moltiplicarsi, amano appoggiarsi a casi anormali di singole famiglie e di popolazioni, ma con ciò non si prova nulla.
In contrapposto a questi casi ve ne sono altri nei quali, non ostante le condizioni favorevoli di esistenza, si manifestava dopo breve tempo sterilità assoluta o capacità minima di moltiplicarsi.
È sorprendente vedere come spesso si estinguono le famiglie agiate.
Sebbene gli Stati Uniti si trovino in condizioni più favorevoli di qualunque altro paese per l’aumento della popolazione e vi immigrino ogni anno centinaia di migliaia d'individui i più vigorosi, la popolazione si è soltanto raddoppiata in 30 anni. In nessun altro luogo la popolazione aumentò in proporzione maggiore in 12 o 20 anni. Com’è già stato provato con le citazioni di Virchow o di Marx, la popolazione aumenta più rapidamente dove è più povera, perché come il primo ha dimostrato a ragione, oltre il bere non hanno altro godimento se non il piacere sessuale.
Quando Gregorio VII impose il celibato al clero, il basso clero della diocesi di Magonza si lagnò, come già accennammo, di non avere, come i prelati, tutti i godimenti possibili, ma per unica gioia la donna. La mancanza di occupazioni svariate è forse una delle cause per cui in generale i matrimoni conclusi dai preti di campagna sono tanto benedetti da numerose prole.
E’ innegabile che i nostri distretti germanici più poveri, l’Eulengebirge della Slesia, quello di Lausitz, di Erz e di Fichtelgerbirge, delle foreste della Turingia, di Harz, ecc., sono i centri di popolazione più densa, il cui principale nutrimento è costituito dalle patate.
È pure constatato che nei tubercolosi l'istinto sessuale è particolarmente sviluppato e che spesso generano figli in uno stadio di spossatezza in cui non si potrebbe più ritenere possibile la procreazione.

[ malthusiani e darwiniani ]

È legge di natura, che troviamo anche nelle citazioni fatte di Spencer e Laing, sostituire in quantità quello che si perde in qualità. Gli animali superiori e più forti, il leone, l’elefante, il cammello, ecc., i nostri animali domestici come il cavallo, la vacca, creano pochi figli, mentre al contrario gli infimi, come per esempio tutte le specie degl'insetti, i pesci ecc., e i mammiferi più piccoli quali la lepre, il topo, ecc., aumentano in proporzione inversa del loro sviluppo.
Darwin ha constatato che alcuni animali, quando da selvaggi vengono addomesticati, perdono la fecondità, per esempio l’elefante. Con questo si prova che il cambiamento delle condizioni di vita e il conseguente cambiamento del sistema dell’esistenza sono di decisiva importanza per la più o meno grande capacita di moltiplicarsi.
Ma sono precisamente i darwiniani che hanno timore dell'eccesso di popolazione e sui quali si appoggiano i moderni malthusiani. I darwiniani hanno sempre avuto mano infelice quando hanno voluto applicare teorie all'uomo, perché procedono in modo empirico e non considerano che, sebbene l'uomo sia l’animale più perfetto, conosce le leggi naturali e può dirigerle e giovarsene
La teoria della lotta per l’esistenza, la dottrina che [i germi] di nuove esistenze siano molto più numerosi dei mezzi di esistenza attuali, sarebbe applica anche agli uomini se questi, invece di lambiccarsi il cervello e di ricorrere alla tecnica per utilizzare convenientemente l’aria, la terra e l’acqua, pascolassero come mandrie di bestiame, o, come le scimmie, soddisfacessero senza freno l’istinto sessuale, cioè a dire che diventassero scimmie.
Si osservi tra parentesi che nel fatto che, come nell'uomo anche nella scimmia, l’istinto sessuale non è limitato ad epoche determinate, sta una prova evidente della parentela tra loro. Ma se pure sono parenti prossimi non sono però uguali, e quindi non si possono collocare sullo stesso gradino e giudicarli alla stessa stregua. Questo fatto potrebbe osservare anche Ziegler che, nella sua opera più volte citata, fa questo raffronto.
Nelle condizioni finora esistite di proprietà e di produzione esisteva ed esiste la lotta per la vita anche per il singolo individuo, e molti non trovano i mezzi necessari per vivere. Questo è vero, ma non perché mancavano i mezzi, bensì perché furono loro negati dalle condizioni sociali. È pure falso dedurre che, perché è stato così fino adesso, debba sempre essere cosi.
Ecco il punto dove i darwiniani sono in errore. Essi studiano, è vero, la zoologia e l’antropologia, ma non la sociologia, e seguono spensieratamente i concetti dei nostri ideologi borghesi, pervenendo così ai loro sofismi.
L’istinto sessuale nell'uomo è continuo; è l'istinto più prepotente che chiede di essere soddisfatto perché non ne debba soffrire la sua salute. Questo istinto è di regola tanto più forte, quanto più l'uomo è sano e normalmente sviluppato, così come un buon appetito ed una buona digestione indicano uno stomaco sano e sono le basi fondamentali di un corpo sano.
Ma soddisfazione dell'istinto sessuale e concepimento non sono la stessa cosa. Sulla fecondità umana sono state esposte le teorie più disparate, ma in complesso nelle questioni di così alta importanza come questa andiamo ancora a tastoni e ciò principalmente perché per molti secoli vi è stato il più insensato ritegno di occuparsi delle leggi della nascita e dello sviluppo dell’uomo e di studiare a fondo le leggi della generazione e dello sviluppo. Il cambiamento avverrà a poco a poco; molto rimane da mutare.
Da un lato viene esposta la teoria che il maggiore sviluppo e la maggiore attività intellettuale e, soprattutto la nervosa, influiscano in modo deprimente sull'istinto sessuale e diminuiscano le facoltà generative. Dall’altro lato ciò è contestato facendo notare il fatto che le classi agiate possiedono in generale meno figli e che ciò non si deve ascrivere unicamente a misure preventive.
Certo l’attività intellettuale intensa influisce a reprimere l’istinto sessuale, ma è da dubitare che questa sia praticata dalla maggior parte dei membri delle classi elevate. Anche ogni eccesso di fatica fisica ha influenza deprimente, è dannosa e quindi da evitare.
Altri sostengono che il sistema di vita, e specialmente di nutrizione, oltre a certe condizioni fisiche da parte della donna, determini la capacità di generare e concepire e che vi influisca, più che ogni altra cosa, la conveniente nutrizione, come si dimostra negli animali. Questo potrebbe essere il punto decisivo. L'influenza esercitata dal sistema di nutrizione su certi animali è stata constatata in modo sorprendente nelle api, le quali, con una semplice variazione di cibo, si allevano a loro scelta una regina. Le api sono dunque più avanti di noi nelle cognizioni dello sviluppo sessuale. Probabilmente non è stato loro predicato per migliaia d'anni che è indecente e immorale occuparsi dei misteri della generazione.
È noto che alcune piante situate in buon terreno e bene concimate prosperano rigogliosamente, ma non danno seme. Anche nell'uomo la specie degli alimenti influisce sulla facoltà generativa e quindi potrebbe dipendere dall’alimentazione la possibilità di moltiplicarsi. Altri fattori poco conosciuti ancora nella loro natura vi hanno parte. È strano, per esempio, che due giovani sposi i quali in molti anni di matrimonio non ebbero prole, dopo essersi divorziati e avere contratto entrambi nuove nozze, abbiano avuto figli normali.
In avvenire, nella questione della popolazione sarà di decisiva importanza la condizione più elevata, più libera che occuperà la donna in genere. Le donne intelligenti, energiche non hanno per solito – fatta astrazione delle eccezioni – nessuna inclinazione di dar vita ad un gran numero di figli, considerando questo un comandamento divino, e di passare i migliori anni della vita in istato di gravidanza, o col figlio al seno.
L’avversione ad una prole numerosa, provata già adesso da moltissime donne, potrà più aumentare che diminuire, non ostante le cure che la società socialistica prodigherà alle donne gravide e alle madri. E in ciò starà la probabilità che nella società socialistica la moltiplicazione dei suoi membri progredirà più lentamente che nella borghese.

I malthusiani non avranno in avvenire motivo alcuno di lambiccarsi il cervello per il troppo grande aumento dell'umanità. Finora i popoli sono stati rovinati per la diminuzione del numero dei loro componenti, mai per il soprannumero. Finalmente si regolerà la popolazione in una società che vive secondo le leggi naturali, senza astinenza nociva e senza misure preventive contro natura.
Anche qui avrà ragione Carlo Marx: il suo concetto che ogni periodo di sviluppo economico abbia la sua legge particolare sulla popolazione avrà valore anche sotto il dominio del socialismo.
In un'opera Die Künstliche Beschränkung der Kinderzahl[3] l'autore sostiene che la democrazia sociale, con la sua opposizione ai malthusiani, commette un'infamia, e che il rapido aumento della popolazione favorisca il proletariato e quindi allarghi lo scontento. Se si riuscisse a vincere l'eccesso di popolazione sarebbe finita con la diffusione della democrazia sociale, e lo stato socialistico democratico sarebbe seppellito per sempre.
Qui abbiamo un nuovo mezzo col quale uccidere la democrazia socialistica: – il malthusianismo.
L'ignoranza del Ferdy risulta più palese ancora dalle frasi seguenti tolte a pag. 40 della sua opera:
«La democrazia socialistica spingerà le esigenze più in là dei neomalthusiani. Essa richiederà che il minimo del salario dell'operaio sia tale che egli possa generare solo il numero di figli che le sue condizioni finanziarie gli permettono di mantenere. Ottenute le ultime agevolezze della democrazia sociale e abolita la proprietà privata, anche il più imbecille si domanderebbe: Devo lavorare più a lungo e duramente perché piace al mio vicino di arricchire la società di una dozzina di nuovi membri?»
Si dovrebbe conoscere l'a. b. c. del socialismo prima di permettersi di scrivere sull’argomento e con tanto poco buon senso.
Nella società socialistica, dove l’umanità sarà realmente libera e posta sulla sua base naturale, essa dirigerà con coscienza il proprio sviluppo. In tutte le epoche essa ha agito finora, riguardo alla produzione ed alla distribuzione, come all'aumento dei suoi membri, senza conoscere le proprie leggi e quindi inconsciamente. Nella società socialistica procederà con cognizione delle leggi dello sviluppo e con piano stabilito.
Il socialismo è la scienza applicata su tutti i campi dell'attività umana.

CONCLUSIONE

Quanto abbiamo esposto dimostra che, per realizzare il socialismo, non occorre demolire e ricostruire, ma si tratta di una trasformazione secondo le leggi di natura. Tutti i fattori che compiono una parte nel processo di demolizione e in quello di ricostruzione agiscono come sono costretti ad agire. Non i geniali uomini di stato, né i demagoghi che istigano il popolo alla ribellione possono guidare gli avvenimenti a volontà. «Essi credono di spingere e sono spinti. Ma siamo vicini al punto in cui il tempo sarà arrivato.»

[ le forze sociali in movimento e la Germania ]

La Germania si distingue più che ogni altro paese per uno speciale sviluppo, e nel prossimo periodo di movimento sarà forse la nazione che darà la spinta.
Abbiamo spesso accennato alla sovrabbondanza delle merci come causa di crisi, fenomeno singolare del mondo borghese, che non si è mai manifestato in nessuna epoca antecedente.
Ma la società borghese non ha soltanto eccesso di produzione di merci e di operai, ma anche di intelligenze. La Germania è il paese classico per il soprannumero di intelligenze che il mondo borghese non sa più come utilizzare. Uno stato di cose, che per l'evoluzione della Germania è stato considerato per secoli una disgrazia, ha contribuito essenzialmente a questo fenomeno; e cioè la suddivisione in piccoli stati e l’ostacolo che questa forma politica ha esercitato sulla formazione di grandi capitali. Essa ha decentrato la vita intellettuale della nazione, ha creato molti piccoli centri di vita intellettuale, che esercitarono la loro influenza sul complesso della nazione. La molteplicità dei piccoli stati richiedeva, in confronto ad un governo unico, un numero immensamente grande di impiegati, per i quali era necessaria una certa elevatezza di istruzione. Così sorsero più numerose che in qualunque altro paese di Europa ginnasi e università.
La gelosia e l’ambizione dei vari governi vi ebbero parte importante. Lo stesso avvenne quando alcuni governi cominciarono ad introdurre l’istruzione popolare obbligatoria. La mania di non rimanere inferiore allo stato contiguo ebbe salutare effetto. Il bisogno di intelligenze aumentò quando la maggiore istruzione con lo sviluppo materiale della borghesia, risvegliò il desiderio di prender parte alla vita politica, di rappresentare il popolo in parlamento e di amministrare da sé i comuni. Erano associazioni piccole di paesi e piccoli circoli, ma inducevano i figli delle classi più elevate ad ambire un posto e a sviluppare conformemente la loro educazione.
Come nella scienza, così nelle arti. Nessun paese di Europa ha in proporzione tanti studi di pittori, svuole di arte e tecniche quanto la Germania. Altri paesi potranno raccoglierne di più nelle loro capitali, ma nessuno ne ha più diffuse in tutto l’impero come la Germania. Riguardo all'arte solo l’Italia sovrasta.
Tutto questo sviluppo influì a dare all'ingegno tedesco una certa profondità; l’assenza di grandi lotte politiche diede agio ad una vita contemplativa. Mentre altre nazioni lottavano per il dominio sul mercato mondiale, si dividevano la terra e combattevano grandi lotte politiche interne, i Tedeschi se ne stavano a casa sognando e filosofando. Ma questo sognare, sottilizzare e filosofare, favorito da un clima che obbliga alla vita domestica e all'applicazione, creò quello spirito critico e osservatore per il quale i Tedeschi, quando si svegliarono, cominciarono a distinguersi.
Mentre la borghesia inglese già alla meta del secolo XVII, e la francese verso la fine del XVIII avevano acquistato con le lotte un'influenza politica, la borghesia tedesca riuscì soltanto nel 1848 a conquistare un'influenza molto moderata sul potere dello stato. Ed è nel 1848 che la borghesia tedesca entrò in iscena come partito politico indipendente rappresentato dai liberali. Non furono già i fabbricanti, i negozianti, i commercianti, gli uomini di finanza che pronunziarono la grande parola, ma furono a preferenza gli uomini liberali altolocati, i professori, gli scrittori, i giuristi e i dottori di tutte le facoltà. Essi erano gli ideologi tedeschi e per ciò la loro opera cadde.

[ il riposo della borghesia tedesca ]

Dopo il 1848 la borghesia fu invitata a starsene politicamente in riposo, ma essa approfittò di questo tempo di quiete politica – dal 1850 al 1860 – per fare progredire l’opera sua.
Lo scoppio della guerra austro-italiana, il principio della reggenza in Prussia, stimolarono di nuovo la borghesia a stendere la mano verso il potere politico. Cominciò il movimento delle unioni nazionali. La borghesia era già troppo sviluppata per potere tollerare più a lungo nei diversi singoli stati le molteplici limitazioni politiche che erano al tempo stesso economiche, e fece mostra di diventare rivoluzionaria. Bismarck riconobbe la situazione e ne profittò a suo modo per conciliare gl'interessi della borghesia con quelli del regno prussiano, al quale la borghesia non fu mai ostile, perché temeva la rivoluzione e il popolo. Finalmente caddero gli ostacoli che avevano impedito il suo sviluppo materiale. Con la ricchezza della Germania in carbone e minerali e con una classe di operai intelligenti e sobri, la borghesia giunse in pochi decennii ad uno sviluppo così gigantesco come, ad eccezione degli Stati Uniti, in nessun paese la borghesia ha raggiunto in così breve tempo e in tal misura. La Germania occupa il secondo posto come stato industriale e commerciale e aspira ad occupare il primo. Ma questo rapido sviluppo materiale ha anche il suo rovescio. Il sistema di isolamento esistente in tutti gli stati germanici, fin dalla fondazione dell’unità aveva fino allora assicurato l’esistenza a numerosi industriali e a piccoli possidenti. Col subitaneo atterramento di tutte le barriere protettive questi si videro ad un tratto di fronte ad un processo di sfrenata produzione capitalistica e in condizione disperata. Il periodo di prosperità al principio del 1860 fece da prima sembrare il pericolo meno grande, ma divenne poi tanto più sensibile, quando scoppiò la crisi.
La borghesia utilizzò il periodo di prosperità per svilupparsi e rese dieci volte più notevole la sua influenza con l’enormità della sua produzione. Da allora si allargò rapidamente e potentemente l'abisso fra proprietari e proletari. Questo processo di decomposizione e di assorbimento, che si compie con sempre maggiore celerità, favorito dall'aumento del potere materiale da un lato e dalla diminuzione della forza di resistenza dall’altro, getta sempre più classi intere nell’angoscia. Esse si vedono ognora minacciate nella loro posizione e con certezza matematica consacrate alla rovina.

[ la crisi della borghesia e i suoi ripari ]

In questa lotta disperata ognuno cerca di salvarsi cambiando mestiere. I vecchi non possono più farlo; solo raramente possono lasciare un patrimonio ai figli. Così vengono fatti gli ultimi sforzi e s’impegnano gli ultimi mezzi per mettere i figli e le figlie in condizioni stabili con rendite fisse; per la qual cosa è necessario un capitale d’impianto. Questi posti sono i governativi e i comunali, l’insegnamento, il servizio delle poste e delle strade ferrate, le cariche più elevate della borghesia alla cassa, nei magazzini e nelle fabbriche, come per esempio computisti, magazzinieri, chimici, tecnici, ingegneri, costruttori, ecc.; inoltre le così dette carriere libere: avvocati, medici, teologi, scrittori, artisti, architetti, maestri e maestre ecc.
Migliaia e migliaia d’individui, che prima avrebbero esercitato un mestiere cercano ora, non essendovi più possibilità di un’esistenza agiata e indipendente, di farsi strada nelle professioni menzionate.
Tutto spinge ad un’educazione superiore ed agli studi. Scuole regie, ginnasi, politecnici, ecc. nascono come funghi dal suolo e quelli esistenti sono frequentatissimi. Nella stessa misura cresce il numero degli studenti di università, gli scolari nei laboratori di chimica, di fisica, nelle scuole di arti e mestieri, nelle scuole commerciali negli istituti di istruzione superiore femminile di ogni specie.
In tutti i rami di cultura, senza eccezione, esiste una sovrabbondanza di allievi straordinaria, e il torrente va sempre ingrossando. Si avanzano sempre nuove richieste per la fondazione di ginnasi e istituti superiori di educazione per accogliervi la grande falange degli scolari e degli studenti. Autorità e privati pubblicano avvisi sopra avvisi per impedire ora lo studio di questa, ora di quell'altra disciplina. Anche la teologia, che anni or sono minacciava di morire per mancanza di allievi, trionfa per il numero degli studenti e vede di nuovo occupate le sue cariche. «Io insegno a credere in diecimila dei o diavoli se è necessario, purché possa trovare soltanto un posto che mi dia da vivere», questo è il grido che si sente ripetere da tutti i lati.
I ministri si rifiutano spesso di dare il consenso alla fondazione di nuovi istituti superiori d' insegnamento, «perché quelli che esistono, bastano per gli studenti di tutti i rami di cultura».
Questo stato di cose viene ancora inasprito dal fatto che la lotta della concorrenza e della distruzione che la borghesia combatte, costringe una quantità dei suoi figli a cercare impieghi pubblici.
Inoltre l’esercito permanente, che sempre più si estende con la sua schiera di ufficiali, il cui avanzamento, dopo un lungo periodo di pace, subisce un arresto, induce a pensionare una quantità di gallonati nell’età migliore. Questi pensionati, favoriti dallo stato, cercano rifugio in tutti i possibili impieghi. La grande pletora di candidati civili, provenienti dal basso esercito, toglie il pane agli altri. Di più si aggiunga che il maggior numero degli impiegati governativi e comunali di tutti i gradi educa e deve educare i figli per le carriere accennate.
La posizione sociale, il livello d’educazione e le pretese di questa classe di gente richiedono di tenere lontani i figli dalle cosiddette occupazioni inferiori, che del resto sono ugualmente provvedute in sovrabbondanza.
Il sistema del volontariato di un anno che concede a chi possiede un certo grado di cultura, mediante il pagamento di una somma, di compiere il servizio militare in un anno, invece che in due o in tre, aumenta pure il numero dei candidati negli uffici e negli impieghi. Vi sono specialmente molti figli di agricoltori benestanti cui non sorride più il ritorno al villaggio e al mestiere paterno.

[ nascita e diffusione del pensiero rivoluzionario ]

Per tutte queste circostanze la Germania, più che ogni altro paese, ha un numeroso proletariato di dotti e di artisti, di gente occupata nelle cosiddette professioni libere, che sempre aumenta e che, nelle condizioni attuali, porta il fermento e il malcontento fin nel ceto elevato della società. Questa gioventù viene stimolata alla critica delle condizioni presenti e affretta l’opera di decomposizione generale. Da tutti i lati viene dunque attaccato e minato l’ordine sociale presente.
Tutte queste circostanze condussero la democrazia germanica ad assumere nella grande lotta che si combatterà nell'avvenire la parte del duce. Furono i socialisti tedeschi che scoprirono le leggi dell'evoluzione della società moderna e che fondarono scientificamente il socialismo come la forma di società dell’avvenire.
Primi fra tutti Carlo Marx e Federico Engels; dopo di loro, che gettarono la scintilla fra le masse, venne Ferdinando Lassalle. Sono anche socialisti tedeschi i pionieri che diffondono fra gli operai dei paesi più diversi le idee socialistiche. Se mezzo secolo fa Buckle poteva scrivere, sulla base del suo studio intorno alle condizioni dell’intelligenza e della cultura tedesca, che la Germania ha un gran numero di profondi pensatori, ma che non vi è nessun paese nel quale la distanza fra la classe dei dotti e la massa del popolo sia così grande, come in questa nazione, oggi ciò non è più esatto.
Ciò si poteva dire finché in Germania la scienza si limitava ai circoli degli eruditi, che rimanevano estranei alla vita pratica.
Dacché la Germania è stata economicamente sconvolta, la scienza fu costretta a rendersi utile alla pratica. Essa stessa divenne pratica. Si comprese che ha valore soltanto allorché diventa un mezzo per la vita umana ed a ciò condusse lo sviluppo della grande produzione capitalistica. Ecco la ragione per cui in Germania tutte le scienze si sono democratizzate nel volgere degli ultimi anni. Il maggior numero dei giovani educati per le professioni più alte ha contribuito a diffondere la scienza nel popolo; poi l’istruzione delle masse, più evolute in Germania che in altri paesi, facilita a queste il godimento di una quantità di prodotti intellettuali.
Finalmente contribuì ad elevare il livello intellettuale del popolo, il movimento socialistico con la sua letteratura, i giornali, le riunioni, le rappresentanze parlamentari, e con la critica esercitata continuamente per mezzo di questi fattori su tutti i campi della vita pubblica.
Le leggi d'eccezione contro la democrazia sociale (dal 1878 al 1890) nulla hanno cambiato; esse hanno ristretto il movimento e ne hanno attenuata la celerità, ma hanno aiutato a renderlo più intenso e hanno creato una grande esasperazione contro le classi dirigenti e i poteri dello stato. La caduta delle leggi di eccezione non è se non la conseguenza dello sviluppo del partito sociale democratico sotto le leggi stesse e dello sviluppo economico della nazione. Il movimento procede come deve procedere nelle date condizioni.
Come in Germania, così in tutte le nazioni civili, il movimento socialistico ha fatto negli ultimi decenni progressi impreveduti di cui sono prova evidente i congressi internazionali degli operai ai quali partecipa sempre più un maggior numero di aderenti.
La grande lotta intellettuale è accesa in tutte le nazioni civili e viene combattuta col massimo ardore. Accanto alle scienze sociali il vasto campo delle scienze naturali, dell'igiene, della storia della cultura, della filosofia, formano l'arsenale donde provengono le armi.
Da tutti i lati si attaccano le basi dell'attuale ordine di cose e si dirigono i colpi contro i sostegni della vecchia società. Le idee rivoluzionarie penetrano nei circoli più conservatori e mettono lo scompiglio nelle file dei nemici. Artigiani ed eruditi, agricoltori ed artisti, commercianti ed impiegati, anche qualche fabbricante e qualche banchiere, infine uomini appartenenti a qualunque ceto si uniscono con gli operai, che formano il grosso dell’esercito, che combatte per la vittoria e l’otterrà. Tutti si aiutano e si completano reciprocamente.

[ anche la donna ]

Anche la donna in generale, e la proletaria in particolare, è invitata a non rimanere indietro in questa lotta, nella quale si combatte anche per la sua liberazione e la sua salvezza. Sta a lei dimostrare che ha compreso il suo vero posto nel movimento e nella lotta del presente per un avvenire migliore e che è risoluta a prendervi parte. È compito degli uomini di aiutarla a liberarsi da tutti i pregiudizi ed a partecipare alla battaglia. Nessuno disprezzi la sua forza e nessuno creda che non ci sia bisogno di lei. Per il progresso dell'umanità, di nessuna forza, per quanto debole, si può fare a meno. La goccia logora il macigno anche il più duro e con molte gocce si forma il ruscello, coi ruscelli i fiumi e coi fiumi i torrenti. Nessun ostacolo è abbastanza potente per arrestare il torrente.
Avviene precisamente lo stesso nella vita umana. Se tutti quelli che si sentono chiamati agiranno con tutte le loro forze, la vittoria non potrà mancare.
Essa sarà tanto più grande quanto maggiore sarà lo zelo e l’abnegazione col quale ogni individuo seguirà il sentiero indicato. Il dubbio che, non ostante tutti i sacrifizi, il lavoro e la fatica, l’individuo possa vedere durante la sua vita il principio di un'èra più bella di civiltà e possa godere dei frutti della vittoria non deve affliggere nessuno e meno ancora sviarlo dal sentiero già cominciato a percorrere. Certo non possiamo determinare né la durata, né il genere delle fasi di sviluppo che dovrà seguire questa lotta per gli scopi più elevati, come non abbiamo contezza della durata della nostra vita. Ma come ci domina il desiderio di vivere, così possiamo anche nutrire speranza di vedere la vittoria durante la nostra vita. Noi viviamo in un'epoca che va avanti a passi da gigante e fa tremare i nemici di un ordine nuovo e più elevato di società.
Ogni giorno fornisce esempi del rapido aumento e della sempre più potente diffusione delle idee socialistiche; in tutti 1 campi ferve l’agitazione e il movimento; sorge l'alba di un giorno radioso; lottiamo adunque e andiamo sempre avanti senza curarci del dove e del quando saranno gettate le basi di un'èra migliore. Se soccomberemo nel corso della grande lotta di redenzione, altri ci rimpiazzeranno con le medesime aspirazioni. Noi cadremo con la coscienza di aver fatto il nostro dovere come uomini e convinti che la meta sarà raggiunta, per quanto lottino e si difendano le forze ostili al progresso dell’umanità.
« L’avvenire appartiene al socialismo e cioè, in prima linea al lavoratore e alla donna ».

FINE

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[1] . Kärger calcola che un cattivo raccolto in Australia dia da 9 a 13 doppi quintali e, in terreni bene concimati e irrigati, 66 doppi quintali. (Die internazionale Landvirthschaftliche Konkurrens ein kapitalistisches Problem von Doct. Gustav Kuhland, Berlin 1901).
[2] . Già al tempo di S. Basilio (morto nel 379) dovevano esistere condizioni di tal genere, perché egli grida ai ricchi: «Infelici che siete! che cosa risponderete al giudice divino? Voi coprite di stoffe la nudità, delle vostre pareti, ma non coprite di vesti la nudità dell'uomo! Voi ornate i cavalli con morbide coperte di prezzo e disprezzate il fratello vostro coperto di cenci. Voi sprecate e lasciate andare a male le vostre granaglie nei magazzini e nei granai e non vi degnate di gettare uno sguardo su coloro che non hanno pane!». Il predicare la morale non ha avuto in nessun tempo effetto alcuno presso le classi dominanti e non ne avrà mai in avvenire. Si cambino le istituzioni sociali, affinché nessuno possa agire ingiustamente verso il prossimo, e il mondo si troverà bene.
[3] . Doctor Hans Ferdy. 2. ediz. Lipsia e Neuwied, 1894.