LA DONNA E IL SOCIALISMO

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August Bebel . 1883
arteideologia raccolta supplementi
made n.23 Ottobre 2025
LA RIPRESA DELLE OSTILITÀ
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LA DONNA NEL PRESENTE . 12. 1

LA SOCIALIZZAZIONE DELLA SOCIETA' . seguito

[ la terra e gli escrementi ]

È vero che in primavera si prega in tutte le chiese ogni domenica per un buon raccolto, ma con la stessa tacita intesa con la quale si dice che i credenti preghino S. Floriano: San Floriano, proteggi la mia casa, e lascia bruciare le altre. Se il raccolto è buono in tutti i paesi, i prezzi abbassano, e di questo l’agricoltore ha orrore. Il profitto degli altri nuoce a lui, e così è un tacito avversario di ogni invenzione o scoperta, che porti vantaggio non solo a lui, ma anche agli altri. La nostra società è dappertutto in contraddizione con sé stessa.La fertilità del suolo e il suo miglioramento dipendono in prima linea dal concime, quindi il procurarsene è, per la nuova società, uno dei compiti più importanti.[1]
Il concime è per il suolo ciò che per l’uomo è il nutrimento; ed è tanto poco vero che ogni concime sia uguale, com'è poco vero che, per l’uomo ogni alimento sia ugualmente nutritivo. Bisogna rendere al suolo esattamente quei componenti chimici che ha perduti col raccolto, e gli debbono essere dati ancora quei componenti che una determinata specie di piante richiede a preferenza. A questo fine lo studio della chimica e la sua applicazione pratica acquisteranno un’estensione finora sconosciuta. Ora gli escrementi animali e umani contengono le sostanze chimiche appropriate per la riproduzione degli alimenti umani. Bisogna dunque tentare di procurarli e distribuirli nel modo più conveniente.  Su questo riguardo si commettono oggi moltissimi errori. Sono specialmente le città e i campi industriali che ricevono quantità di generi alimentari, i quali rendono soltanto in minima parte al suolo le materie più preziose di rifiuto.[2]
La conseguenza è che i fondi situati lontano dalle città e dai centri industriali, dove annualmente portano la maggior parte dei loro prodotti, soffrono sensibilmente della mancanza dei concimi, poiché spesso le materie d’ingrasso degli uomini e degli animali che vivono sui fondi, non sono sufficienti,  consumando essi solo una piccola parte del raccolto del suolo, e quindi subentra un esaurimento del terreno che diminuisce i raccolti se, con l’importazione di concime artificiale, non si sostituisce quanto manca di concime naturale. Tutti i paesi che esportano prodotti del suolo senza riceverne in cambio materie d’ingrasso sono presto o tardi esauriti per impoverimento del terreno, come la Russia, l’Ungheria e i principati danubiani.
Liebig rese noto a metà del secolo scorso il sistema di compensazione delle sostanze per l’agricoltura, cui seguì l’applicazione di materie ingrassanti concentrate. Schulze-Lupitz dimostrò che, sebbene alcune piante non ricevessero concimazione azotata, ciò nonostante arricchivano il suolo di azoto; fenomeno alla cui soluzione contribuì in cui in parte Hellriegel. Questi provò che sono i miliardi di bacilli che, in simbiosi con alcuni cereali, creano immediatamente l’azoto nell’aria per la cultura delle piante.[3] 
Se, dopo Liebig, la chimica agricola forma un lato dell’agricoltura scientifica, la batteriologia ne forma un altro. Per di più la Germania possiede nei suoi strati di potassio, di ipofosfiti, di acido fosforico, ecc., una serie inesauribile di concime minerale, la cui giusta applicazione rende possibile il produrre enorme quantità di sostanze nutritive.
Secondo Giulio Hensel abbiamo una sorgente inesauribile del più efficace concime nella pietra delle montagne primitive.
Il granito, il porfido, il basalto, pestati, macinati e sparsi sui campi e sulle vigne, provveduti a sufficienza d'acqua, fornirebbero concime che oltrepassa in eccellenza qualunque altro; anche i rifiuti animali e umani.[4] Queste pietre contengono tutte le sostanze fondamentali per la coltivazione delle piante: potassio, terra calcare, magnesia, acido fosforico, acido solforico, acido silico e acido ossalico.
Secondo Hensel forniscono sorgenti inesauribili di concime i monti Sudeti, i Riesengebirge, gli Erzgebirge, i Fichtelgebirge, l'Harz e il Thüringenwold, lo Spessart e l’Odenwald, il Reno, il Vogelsgebirge, il Taunus, l'Eifel e il Wesergebirge. Si potrebbe dunque alla lettera fare pane coi sassi. La polvere e le sudicerie delle nostre strade maestre e delle città, dice Hensel, sono pure eccellente sorgente di concime.
Egli accusa i fabbricanti e i negozianti di concimi artificiali di ostilità, di guerra sistematica e denigrazione delle scoperte, perché ne hanno il maggiore danno.
Secondo Heider, un uomo adulto sano emette in media annualmente 488 chilogrammi di escrementi solidi e 438 di liquidi. Queste sostanze, se possono essere applicate senza le perdite dipendenti dall'evaporazione, rappresentano, secondo i prezzi correnti del concime, circa 12 marchi. La grande difficoltà di utilizzare queste sostanze sta nell'impianto di stabilimenti collettivi appropriati e nelle grandi spese di trasporto. Oggi queste sono più alte di quanto sia l’acquisto di grano da luoghi distanti oltremarini, i quali luoghi vanno esaurendosi a misura che la richiesta aumenta.
Ogni uomo spreca annualmente tanta materia d' ingrasso, quanto ne basta per la concimazione di un campo sul quale vengano coltivati gli alimenti sufficienti per una persona. La perdita è evidente. Una gran parte degli escrementi delle città hanno sbocco nei fiumi e nei torrenti, e li inquinano. I rifiuti delle cucine, dei mestieri e delle industrie, che ugualmente si potrebbero applicare come concime, vengono per lo più sprecati inconsideratamente.
La nuova società troverà mezzo di evitare lo spreco che si fa oggi. Ne siano esempio i costosi impianti di canalizzazione e irrigazione della capitale dell’impero germanico sul cui valore i conoscitori sono di opinione divisa. La nuova società risolverà più facilmente la questione col sopprimere a poco a poco le grandi città e col decentramento della popolazione [5].

[ la città ]

La città è la sede principale delle industrie e del commercio; qui si congiungono le vie di comunicazione, qui hanno residenza le autorità centrali, i comandi militari, i tribunali,»
Qui i grandi istituti educativi, le accademie di belle arti, i luoghi di divertimento, le esposizioni, i musei, i teatri, le sale di concerto, ecc.. Migliaia di persone vi sono attratte dall’impiego, altre dai piaceri, in maggior numero ancora dalla speranza di più facile guadagno e di vita agiata.
La formazione delle grandi città fa, parlando figurativamente, l’impressione di un uomo la cui circonferenza del ventre continuamente aumenta, mentre le gambe diventano sempre più sottili, finché non riescono a sostenere il fardello.
I villaggi nelle immediate vicinanze delle città assumono ugualmente il carattere di città, ed è qui che si raduna il proletariato.  Molti comuni, sprovvisti di mezzi, devono spingere all’estremo le gravezze, ma con tutti ciò non possono soddisfare le esigenze imposte loro. Con l’avvicinarsi poi alle grandi città e queste ad essi, vi cascano dentro come casca dentro il sole un pianeta che gli sia troppo avvicinato. Nondimeno le condizioni di esistenza non vengono migliorate; al contrario si fanno sempre peggiori per l’accumulamento delle masse nelle abitazioni troppo ristrette. Questo agglomeramento, necessario alla civiltà presente e che forme in certo modo i centri di rivoluzione, non ha più scopo nella nuova società.
«La sua graduale dissoluzione è necessaria, poiché ora, al contrario, la popolazione emigrerà dalle grandi città in campagna, fondando nuovi comuni corrispondenti alle mutate condizioni e dove si uniranno le attività industriali con le agricole.»
Tosto che la popolazione delle città, per un cambiamento dei mezzi di trasporto e dei sistemi di produzione avrà la possibilità di trasportare in campagna tutto il patrimonio che possiede in fatto di cultura e vi troverà gli istituti di educazione, i musei, i teatri le sale da concerto, le biblioteche, i locali di riunione, ecc., comincerà l’emigrazione.
La popolazione avrà abitazioni più belle e più sane. Gli abitanti delle campagne prenderanno parte all’industria; coloro che si occupano delle industrie prenderanno parte all’agricoltura e all’orticultura, mutamento di occupazione di cui presentemente godono solo pochi, e per lo più, solo a condizione di un’eccessiva durata di lavoro e di fatica.
La società borghese in questo campo, come in ogni altro, apparecchia questa trasformazione, poiché di anno in anno viene eretto in campagna un maggior numero di stabilimenti industriali. Le sfavorevoli condizioni di vita delle grandi città, i fitti cari, i salari più alti, costringono molti intraprenditori ad emigrare, e d’altra parte, i grandi possidenti delle campagne si fanno sempre più industriali (fabbricanti di zucchero, distillatori di alcool, birrai, fabbricanti di ceramiche e vasellame, di mattoni, intagliatori di legno, fabbricanti di carta, ecc.). Già oggi abitano a migliaia nei sobborghi delle grandi citta, e i mezzi di locomozione rendono loro possibili queste abitazioni.
Col decentramento della popolazione sparirà anche contrasto presente fra la popolazione delle campagne e quella delle città.
Il contadino, questo ilota moderno, che nel suo isolamento in campagna» non partecipa finora allo sviluppo più elevato della civiltà, diventerà un uomo libero perché sarà in tutti i sensi un uomo civile.[6]
Il desiderio del principe di Bismarck di vedere soppresse le grandi citta viene appagato, ma in senso diverso di quanto egli s'aspettava [7].

[ l’abolizione della proprietà ]

Se riassumiamo le esposizioni fatte troviamo che, con l’abolizione della proprietà privata degli strumenti di lavoro e con la loro conversione in proprietà sociale, sparisce a poco a poco la quantità dei mali che si mostrano ad ogni passo nella società borghese e che diventano ognor più insopportabili. Cesserà il dominio di una sola classe: la società migliorerà la sua attività complessiva secondo un piano da lei stessa indicato dirigendosi e controllandosi da sé.
Come con l’abolizione del salario si toglie lo sfruttamento dell'uomo per opera di un altro uomo, così viene tolto il campo all'inganno, alla frode, alla falsificazione degli alimenti, alla caccia alla borsa.
Il vestibolo del tempio di Mammone resterà vuoto, poiché i biglietti di stato, le azioni, le lettere di pegno, i certificati ipotecari, ecc., sono diventati cartaccia.
La frase di Schiller: Il libro dei debiti sia distrutto e sia pacificato il mondo intero, è giunto a realizzazione; e la parola della bibbia: Tu devi guadagnare il pane col sudore della fronte è applicabile ora anche agli eroi della borsa e ai magnati del capitalismo. Il lavoro che dovranno prestare come membri della società, aventi uguali diritti, non li opprimerà, e il loro stato fisico ne trarrà vantaggio.
Non li preoccuperà più ciò che possiedono, cosa che secondo le ipotetiche asserzioni dei nostri intraprenditori e capitalisti, è spesso più dura da sopportare che il salario mal sicuro e meschino dell’operaio.
La febbre della speculazione, causa di tanti palpiti e affanni, non che di eccitamenti nervosi per i nostri sensali di borsa, verrà loro risparmiata. La mancanza di ogni preoccupazione per sé e per i discendenti sarà la sorte che li aspetta, e se ne troveranno molto bene.

[ l’estinguersi dello stato ]

Con l’abolizione della proprietà privata e dei contrasti di classe sparirà a poco a poco anche lo stato. Il sistema capitalistico di produzione, che converte sempre più la grande maggioranza della popolazione in proletari, crea ancora [anche] il potere che deve compiere questa trasformazione a rischio della rovina.
E con lo spingersi verso la conversione dei mezzi di produzione sociale in proprietà dello stato, addita esso stesso la via per l’attuazione di questa trasformazione....

«Lo stato era il rappresentante ufficiale di tutta la società, l'integrazione in una personalità visibile; ma egli era soltanto ciò in quanto che era lo stato di quella classe che riassumeva in sé tutta la società. Anticamente era il cittadino di stato che possedeva schiavi; nel medio evo, la nobiltà feudale; oggi la borghesia. Quando lo stato diventa di fatto il rappresentante di tutta la società, allora diventa superfluo. Quando non vi sarà più una classe sociale da tenere oppressa, e sarà eliminata, col predominio di classe e con l’anarchia di produzione, la lotta per l’esistenza spariranno anche le collisioni e gli eccessi che ne provengono, e non vi sarà più nulla da reprimere per cui sia necessario un potere repressivo speciale, cioè uno stato. Il primo atto col quale lo stato si presenta come rappresentante di tutta la società, la presa di possesso degli strumenti di produzione a nome della società, è nell'istesso tempo il suo ultimo atto come stato.  Un potere di stato che governi i rapporti sociali diventa superfluo a poco a poco e sparisce da sé.  Al posto del governo delle persone subentra il governo delle cose e la direzione dei processi di produzione.  Lo stato non viene abolito, esso muore.[8]

Con lo stato spariscono i suoi rappresentanti: ministri, parlamenti, esercito permanente, polizia e gendarmi, avvocati e procuratori del re, impiegati carcerari, amministratori di dazi, dogane, in una parola tutto l’apparecchio politico.
Le caserme ed altre costruzioni militari, palazzi di giustizia, prigioni, ecc., aspettano ora destinazione migliore. Migliaia di leggi, di decreti di ordinanze divengono inutili e possiedono ancora valore soltanto per la storia.
Le grandi e pur così meschine lotte parlamentari nelle quali gli oratori s’immagina di dominare e governare il mondo coi loro discorsi, spariscono dando luogo a collegi amministrativi e a delegazioni amministrative, che si occuperanno di migliorare il sistema di produzione e di distribuzione, di stabilire le provvigioni necessarie e introdurre ed applicare le innovazioni convenienti nell’arte, nel sistema d’istruzione, di comunicazione, ecc., nell’industria e nell'agricoltura.
Queste sono tutte cose pratiche visibili e tangibili, che ognuno guarda obbiettivamente perché ogni interesse personale ostile non esiste più. Nessuno ha altro interesse che non sia generale, che consiste nel disporre e regolare tutto nel modo migliore, più conveniente e più vantaggioso alla collettività.
Le migliaia di rappresentanti dello stato si daranno alle occupazioni più svariate e contribuiranno con la loro intelligenza e le loro forze fisiche ad aumentare la ricchezza e gli agi sociali. Non si conosceranno in avvenire né delitti, né reati politici, o comuni. I ladri spariranno, perché sparirà la proprietà privata e nella nuova società ognuno potrà col lavoro soddisfare facilmente e comodamente i propri bisogni.
Anche i vagabondi e i disoccupati, prodotto di una società, basata sulla proprietà privata, cesseranno di esistere con lo sparire di questa. Omicidi? Perché dovrebbero esservi? Nessuno potrà arricchirsi a spese di un altro.
Anche l’assassinio per odio o per vendetta dipende sempre direttamente o indirettamente dalle condizioni sociali. Spergiuri, falsificazioni di documenti, frodi, ricatti, bancarotte fraudolenti?
Manca la proprietà privata per la quale e contro la quale questi reati possono essere commessi. Incendi dolosi?
Chi troverebbe in essi gioia e soddisfazione se la società toglie ogni possibilità d'odio? Falsari? Ahimè! il danaro è chimera, e l’agognarlo sarebbe vano.
Oltraggi alla religione? Stoltezza! Si lascia al Dio onnipotente e magnanimo di punire chi l’offende, supposto che si disputi ancora sull’esistenza di Dio.
Così dunque tutti i prìncipi fondamentali dell'ordinamento presente diventeranno un mito. I genitori ne parleranno ai figli come di tempi antichi favolosi, e i racconti delle persecuzioni, cui furono fatti segno gli uomini dalle idee nuove, faranno l’effetto che fa a noi l’ascoltare che le streghe e gli eretici venivano abbruciati.
Tutti i nomi dei grandi uomini che si resero celebri per le loro persecuzioni contro idee nuove e furono approvati dai contemporanei di mente limitata, saranno dimenticati e notati tutto al più dai dotti che sfogliano libri antichi.
Disgraziatamente non viviamo ancora nei tempi felici in cui l’umanità può respirare liberamente.

l’estinguersi della religione ]

Come dello stato così avverrà della religione.
Non verrà abolita; Iddio non sarà destituito, non si strapperà la religione dal cuore della gente, come suonano tutti i discorsi sciocchi con i quali si accusano i socialisti-democratici di ateismo.
Siffatte stoltezze sono lasciate agli ideologi borghesi, che nella rivoluzione francese tentarono simili mezzi e, com'è naturale, miseramente fallirono.
Senza attacchi violenti, né oppressioni di qualunque specie le organizzazioni religiose spariranno a poco a poco e con esse le chiese.
La religione è il riflesso trascendentale delle condizioni sociali. A misura che l’umanità progredisce, la società si trasforma e con essa la religione.
Essa è, come dice Marx, l’aspirazione del popolo ad una felicità illusoria, che nasce da uno stato sociale che ha bisogno d’illusione [9], ma che sparisce non appena la conoscenza della felicità reale e la possibilità della sua realizzazione penetrano nelle masse.
Le classi dominanti aspirano nel loro proprio interesse ad impedire questo riconoscimento, e cercano di conservare la religione come sostegno pel loro dominio. Ciò è espresso nel detto conosciuto: Si deve mantenere la religione nel popolo.
La religione diventa una funzione importante in una società basata sul dominio di classe. Si forma una casta che intraprende questa funzione e che impiega tutto il suo acume per conservare l’edifizio e ampliarlo, perché con questo aumenta il suo potere e la sua autorità.
Il feticismo primitivo dei gradi infimi della civiltà, diventa la religione del politeismo di un’epoca più progredita, e del monoteismo di una civiltà ancora più avanzata. Non sono gli Dei che creano gli uomini, ma gli uomini che creano gli Dei e Dio.  Lo creò a sua immagine (cioè dell’uomo), non viceversa.
Anche il monoteismo si è giù risolto in un panteismo che tutto abbraccia, tutto penetra e sempre più sfuma. Le scienze naturali fecero un mito della storia della creazione in sei giorni; l’astronomia, la matematica e la fisica trasformarono il cielo in una rappresentazione dell’aria; gli astri ove risiedono gli angeli, in tante stelle fisse e pianeti, la cui natura esclude ogni vita angelica.
La classe dominante, che si vede minacciata nella sua esistenza, si afferra alla religione come sostegno di ogni autorità e come tale ritenuta fin qui da tutte le classi dominanti.[10]
La borghesia stessa non crede a nulla, il suo sviluppo e la scienza moderna uscita dal suo seno hanno distrutto la fede nella religione e in ogni autorità. La sua fede è soltanto apparente e la chiesa accetta l’aiuto della falsa amica perché essa pure ha bisogno di sostegno.
La religione è necessaria per il popolo.
Per la nuova società non esistono riguardi. L'indefesso progresso umano e la scienza genuina sono la sua bandiera.
Se alcuno avrà ancora bisogno di religione soddisferà questo bisogno da sé stesso; la società non se ne cura.
Anche il prete deve lavorare per vivere, e siccome egli pure impara, verrà anche per lui il tempo in cui riconoscerà che la cosa più eletta è di essere uomo.
Costumatezza e morale esistono ancora senza religione, solo gli sciocchi e gl'ipocriti possono asserire il contrario. Costumatezza e morale sono l’espressione dei principi che regolano i rapporti e le azioni degli uomini fra loro. La religione regola i rapporti degli uomini con l'ente soprannaturale Ma, come la religione così anche i concetti sulla morale, nascono dalle condizioni sociali degli uomini. Il cannibale considera morale l’antropofagia; il signore feudale del medio evo, la schiavitù e il vassallaggio. Altamente morale appare al capitalista moderno il lavoro salariato, lo sfruttamento delle donne e la demoralizzazione dei fanciulli col lavoro delle fabbriche.[11]
Quattro gradazioni di società, adunque, e quattro diversi concetti di morale, ma in nessuno domina il più alto.
Lo stato morale più elevato è quello nel quale gli uomini stanno di fronte uno all'altro nelle stesse condizioni di libertà e uguaglianza; dove regna il principio: Non fare agli altri ciò che non vorresti fatto a te stesso.
Nel medio evo aveva valore l'albero genealogico dell’uomo; oggi decide il suo patrimonio; in avvenire varrà l'uomo come uomo.
E l’avvenire appartiene al socialismo.

***

Il defunto deputato dott. Lasker, tenne nel 1870 una conferenza a Berlino nella quale concluse essere possibile un uguale livello di cultura per tutti i membri della società. Ma il dott. Lasker era un anti-socialista, un ostinato partigiano della proprietà privata e del capitalismo, mentre la questione della cultura è oggi essenzialmente questione di danaro. In tali condizioni è impossibile un livello di cultura per tutti uguale.
Alcuni individui possono, in condizioni relativamente favorevoli, superando molte difficoltà ed usando grande energia, che non molti posseggono, possono, dico, acquistare una cultura elevata. Non mai la massa, finché rimarrà nell'oppressione e nella soggezione.[12]
Nella nuova società, le condizioni di esistenza sono uguali per tutti. I bisogni e le inclinazioni sono diversi e rimarranno tali perché basati sulla natura umana, ma ognuno potrà svilupparsi in relazione alle condizioni di esistenza uguali per tutti.
L’uniformità che si ascrive al socialismo è un assurdo come tante altre cose. Se esso vi aspirasse agirebbe irragionevolmente perché in conflitto con la natura stessa dell'essere umano e dovrebbe rinunziare a vedere sviluppare la società secondo i suoi principi.[13]
Se riuscisse al socialismo d’ingannare la società e costringerla a condizioni contro natura, in breve tempo queste nuove condizioni, che peserebbero come catene, sarebbero spezzate e il socialismo sarebbe condannato per sempre.
La società si sviluppa secondo le leggi immanenti e agisce in conseguenza.[14]

[ la madre e il bambino]

Uno dei compiti principali della nuova società sarà di educare convenientemente la prole. Ogni nato è il benvenuto per la società, perché scorge in esso la possibilità della propria continuazione e del proprio sviluppo.
La società sente dunque anche il dovere di proteggere, secondo le sue forze, questo nuovo essere vitale.
Primo oggetto delle sue cure è quindi la madre. Abitazione comoda, vicinanze piacevoli, istituti d'ogni specie, quali si convengono allo stato della maternità, cura diligente per lei e per il bambino, sono condizioni principali. S’intende che il bambino debba nutrirsi al seno materno quanto più tempo è possibile e sembri necessario. Moleschott, Sonderegger, tutti i medici e gli igienisti sono d’accordo che niente possa del tutto sostituire il nutrimento materno.

A coloro che, come Eugenio Richter, si sdegnano che la giovane madre entri in un istituto di maternità, dove è circondata da tutto ciò che oggi solo la ricchezza rende possibile (e questa non può sempre offrire quello che gi istituti appositamente eretti possono fare) sia rammentato che almeno quattro quinti degli uomini nascono in condizioni e circostanze le più primitive, tali da essere vergognose per la nostra cultura e civiltà. E dell’ultimo quinto delle madri, solo una piccola minoranza è in condizione di godere in qualche modo delle cure e degli agi che dovrebbero essere prodigati in questo stato alla donna in genere. Infatti, nelle città provvedute di eccellenti istituti per le partorienti, vi sono non poche donne le quali, tosto che sentono approssimarsi l’ora della liberazione, vi si recano per attendere il parto. Ma le spese sono così elevate che solo poche donne ne possono usufruire; altre poi sono trattenute da pregiudizi. Abbiamo di nuovo un esempio come da per tutto la società borghese porti nel suo seno i germi delle riforme future
La maternità della maggior parte delle donne di classe elevata è caratterizzata dal fatto singolare che quanto più presto. È possibile trasmettono i doveri materni ad una balia della classe proletaria.   Come è noto la Lusazia (cioè lo Spreewald) è la contrada dove le donne della borghesia berlinese che non vogliono, o non possono allattare i neonati, si provvedono di nutrici. L’allevamento delle balie, che consiste in ciò, che le ragazze campagnole si lasciano rendere madri per potere impiegarsi come balie in una famiglia benestante di Berlino, viene praticato come un mestiere. Le ragazze che hanno avuto tre o quattro figli illegittimi per potere andare come balie non sono rarità, e, a seconda dei loro guadagni, appaiono più o meno desiderabili come mogli ai giovanotti dello Spreewald.
Dal punto di vista della morale borghese questo modo di agire appare disprezzabile, ma dal punto di vista dell'interesse delle famiglie borghesi è un agire desiderabile.

[ cura nella crescita e nello studio ]

Quando il bambino è cresciuto, l’aspettano i suoi coetanei ai giuochi comuni, sotto una comune sorveglianza. Egli trova tutto ciò che può richiedere il grado della sua intelligenza e quanto occorre per il suo sviluppo fisico e intellettuale. Coloro che si sono occupati dell’infanzia sanno che i bambini vengono più facilmente educati in compagnia dei loro simili; il loro istinto di socievolezza e d'imitazione è molto sviluppato. I più piccoli, a preferenza, prendono volentieri i più grandi a modello ed esempio e obbediscono a questi più che ai genitori. Queste qualità possono essere utilizzate con vantaggio per la educazione dei bambini.[15]
Con le sale da giuoco e i giardini d'infanzia abbiamo l’insegnamento, sotto forma di giuoco, delle prime nozioni della scienza e dell’attività umana. Abbiamo il lavoro fisico e intellettuale adatto unito con esercizi ginnastici e movimento libero nelle palestre ginnastiche, nel campo dei giuochi, nel pattinaggio, nel nuoto, nelle passeggiate, nelle lotte agli anelli; gli esercizi per ambo i sessi si seguono e si completano. Si deve formare una generazione indurita alle fatiche fisicamente e intellettualmente sviluppata in guisa normale.
Una dopo l’altra si seguono le preparazioni alle diverse attività pratiche: l’orticultura, l’agricoltura, il sistema di fabbricare, la tecnica dei processi di produzione. Non si trascurerà l’educazione nei diversi campi scientifici: nel sistema. educativo si introdurrà lo stesso processo di semplificazione e di miglioramento adottato nel sistema di produzione.
Spariranno molti metodi superflui, antiquati, che impediscono lo sviluppo fisico e intellettuale. La conoscenza dei fenomeni naturali, proporzionata all'intelligenza ecciterà maggiormente il desiderio d'imparare più di quanto faccia il sistema istruttivo, nel quale un ramo d’insegnamento si trova in contraddizione con l'altro e intralcia la sua efficacia; come fa da un lato l'insegnamento della religione basato sulla Bibbia, e dall'alto la storia e le scienze naturali. In corrispondenza al grado elevato d’incivilimento della nuova società stanno i locali, i sistemi e i mezzi d'insegnamento. A tutto ciò, al vestiario, al mantenimento, provvede la società. Nessuno sarà trascurato in confronto di un altro.[16]
Questo è un capitolo per il quale si sdegnano i nostri uomini d'ordine borghesi.[17]
Gli avversari esclamano: «Si vuole fare della scuola una caserma e togliere ai genitori ogni influenza sui figli.» Niente affatto.
Siccome nella società futura i genitori avranno a disposizione molto più tempo di quanto abbiano adesso, nella grande maggioranza, (si pensi alle dieci e più ore di lavoro della più gran parte degli operai, degli impiegati delle poste, delle ferrovie, delle prigioni, della polizia, ecc.; all'occupazione degli industriali, dei piccoli agricoltori, dei commercianti, dei militari, di molti medici, ecc.), potranno dedicarsi ai figli in misura oggi impossibile. I genitori inoltre hanno in mano i sistemi educativi perché dettano le norme e le disposizioni da introdurre. Noi vivremo in una società radicalmente democratica. I comitati di educazione esisteranno, saranno composti dai genitori, maschi e femmine, e dagli educatori al tempo stesso.
Si potrà mai credere che possano agire contro i loro sentimenti e i loro interessi? Fatto che avviene invece nella società odierna, nella quale lo stato cura i propri interessi contro la volontà della maggior parte dei genitori.
I nostri avversari vogliono far credere che sia uno dei più grandi piaceri dei genitori avere tutto il giorno i figli intorno per educarli, ma in realtà è tutt' altro. I genitori che sono, o sono stati, in questa condizione, sanno meglio giudicare quale difficoltà e fatica cagioni l’educazione di un solo figliuolo. L’averne molti facilita la loro educazione, ma è causa di tanto lavoro e fatica che, specialmente la madre, che ne sostiene il peso principale, è contenta quando suona l’ora della scuola per poterli mandare via di casa per una parte del giorno.
Molti genitori non hanno modo di educare i figli convenientemente; ad altri manca il tempo. I padri hanno da accudire ai loro affari; le madri ai lavori domestici; se pure non devono recarsi alla fabbrica per guadagnarsi il pane. E se hanno il tempo per la educazione dei figli, in moltissimi casi manca la capacità.
Quanti genitori sono in grado di seguire il corso d'insegnamento dei figli nelle scuole e di aiutarli? Pochissimi. La madre, che avrebbe maggiore agio di farlo, di rado ha la capacita, mancandole la necessaria istruzione, e i metodi e le materie d'insegnamento cambiano così spesso che i genitori si trovano estranei di fronte ad essi.
L'organizzazione domestica è in generale per i fanciulli così meschina che non hanno né le necessarie comodità, né l’ordine, né la quiete per fare a casa i cómpiti, o per trovare aiuto adatto. Spesso manca tutto l’occorrente. L’abitazione è insufficiente per contenere il numero degli inquilini; tutti si agitano nello spazio ristretto; il mobilio è scarso e non offre al ragazzo che vuole lavorare la minima comodità.
Non di rado mancano luce, aria e calore; i materiali di studio e di lavoro, se pure esistono, sono di infime qualità, e talora anche la fame tormenta i ragazzi e toglie loro la voglia di studiare.
Infine migliaia di bambini vengono indirizzati in ogni genere possibile di lavori domestici e di mestieri che amareggiano loro l’infanzia e li rendono incapaci di disimpegnare i cómpiti più semplici di scolari. Accade talvolta che debbano pure vincere l’ostilità dei genitori di mente limitata, se vogliono prendersi il tempo per i doveri di scuola e la ricreazione.
In breve, gl’impedimenti sono così innumerevoli che dobbiamo meravigliarci che i giovani siano tanto istruiti. Prova questa che la natura umana è sana e ha l’istinto innato di progredire e perfezionarsi.
La Società borghese riconosce una parte di questi mali, poiché facilita l'educazione della gioventù con l’introduzione dell'insegnamento gratuito e accorda talora anche i mezzi di istruirsi; due cose che dall’80 al 90 il ministro del culto in Sassonia, di fronte ai deputati socialisti, designò come “esigenze socialisto-democratiche”.
In Francia ove, dopo lunga trascuranza, l'istruzione popolare fece grandi progressi, si è, almeno a Parigi, progredito anche di più, accordando il nutrimento dei ragazzi a spese del comune. I poveri ricevono il cibo gratuito, quelli in condizioni migliori debbono pagare un piccolo contributo alla cassa comunale.  Questa è già un’istituzione socialistica che diede i migliori risultati con soddisfazione dei genitori e dei ragazzi.
L’insufficienza del sistema scolastico odierno, che non può nemmeno adempiere gli obblighi moderati che si è imposti da sé, è provata dal fatto che in conseguenza dell’alimentazione insufficiente migliaia e migliaia di bambini non sono in istato di soddisfare ai loro doveri di scuola. Non passa inverno nel quale nelle nostre città non vi siano migliaia di bambini che si recano a scuola digiuni.  Il nutrimento di centinaia di migliaia di altri è insufficiente.
Per tutti questi bambini l’alimentazione pubblica e il vestiario sarebbero un gran benefizio. Se un istituto con un’alimentazione e un vestiario adatti, insegnasse loro che cosa vuol dire essere uomo, non sarebbe considerato certo come una prigione.
La società borghese non può negare questa mancanza, e così si uniscono persone benefiche e compassionevoli per fondare cucine economiche a fine di supplire in qualche modo con la beneficienza a quanto sarebbe dovere della società. Le nostre condizioni sono tristi sotto molti rapporti, ma ancor più tristi sono le condizioni d' animo di coloro che di fronte a, tali fatti chiudono gli occhi.
Nelle scuole vengono adesso con ragione limitati i cómpiti da fare in casa, perché si riconosce l'insufficienza dei lavori eseguiti nell' abitazione paterna. Il figlio di genitori agiati è, di fronte al povero, privilegiato non solo per la sua stessa condizione, ma perché spesso ha istitutrici e precettori che stanno a sua disposizione e l'aiutano.
Per contrapposto però viene in lui secondata l’infingardaggine e la negligenza dal fatto che la ricchezza dei genitori gli fa sembrare lo studio superfluo, perché ha sott'occhio gli esempi più perniciosi che finiscono per corromperlo. Chi vede e sente parlare ad ogni ora del giorno di nobiltà, condizione e danaro e sa quello che significano, acquista concetti singolari degli uomini, dei doveri e delle istituzioni politiche e sociali.
La società borghese, a rigore, non ha ragione di sdegnarsi dell'educazione comunistica dei bambini, alla quale educazione aspirano i socialisti, perché essa stessa ha introdotto questo sistema per le classi privilegiate, sotto forma mostruosa.
Ricorderemo la scuola dei cadetti, gli orfanatrofi militari, gli alunnati, i seminari, le scuole per i sacerdoti, ecc. In questi istituti molte migliaia di bambini, appartenenti in parte alle classi sociali più elevate, vengono educati e preparati nel modo più assurdo e unilaterale e nella più severa clausura. Molti genitori delle classi privilegiate medie, preti, impiegati, fabbricanti, possidenti, ricchi agricoltori, ecc. che vivono in campagna o in piccoli paesi (dove mancano gl'istituti superiori di educazione, mettono i loro figli in pensione nelle grandi città e durante l’anno lì vedono tutto al più nelle vacanze.
È dunque una contraddizione che i nostri avversarii si sdegnino dell'educazione comunistica e che i figli vengano allontanati dai genitori, quando essi stessi hanno introdotto per i propri figli simile sistema di educazione, solo in modo assurdo e insufficiente.
Anche sull'educazione dei fanciulli delle classi benestanti, impartita dalle balie, dalle bambinaie, dalle governanti, dai precettori, si potrebbe scrivere un capitolo speciale che getterebbe una strana luce sulla vita domestica. Si dimostrerebbe che anche qui regna l’ipocrisia e non uno stato ideale né per chi insegna, né per chi impara.
In corrispondenza al sistema totalmente cambiato di educazione, che ha per scopo lo sviluppo fisico e intellettuale della gioventù, deve aumentare il numero degl'insegnanti.
Per l’educazione della futura generazione si dovrebbe agire come nel sistema militare per l’ammaestramento del soldato, dove un sotto-ufficiale insegna ad otto o dieci soldati semplici. Se in avvenire un maestro si occuperà solo di un simile numero di scolari, sarà, raggiunto lo scopo.
Anche l’insegnamento delle arti meccaniche, dell'orticultura e dell'agricoltura, i laboratorii perfezionati, formeranno una parte essenziale dell’educazione della gioventù. Si saprà introdurre tutto ciò alternandolo giustamente e senza troppo eccesso di fatica e si otterranno uomini perfettamente educati.
L’istruzione deve poi essere uguale e comune per ambo i sessi. La separazione si giustifica solo in quei casi dove la diversità del sesso la rende necessità assoluta. In questo sistema di educazione gli Stati Uniti sono molto più avanzati di noi. Ivi l’educazione d’ambo i sessi è comune dalle scuole inferiori alle università.
Non solo l’insegnamento, ma anche i mezzi per istruirsi sono gratuiti, compresi gli utensili per il lavoro manuale e per l'insegnamento dell’arte culinaria, della chimica, della fisica, e gli oggetti di cui lo scolaro abbisogna per gli esperimenti. Alla maggior parte delle scuole sono annesse palestre ginnastiche, bagni, piscine, giuochi, ecc.
Nelle scuole superiori si insegna anche al sesso femminile la ginnastica, il nuoto, il canottaggio, le passeggiate, ecc.[18]
Il sistema socialistico di educazione farà anche di più.
Una volta bene disciplinato e messo sotto sufficiente controllo, durerà fino all'età in cui la società dichiara il giovane maggiorenne.
Entrambi i sessi saranno allora interamente capaci di soddisfare tutti i diritti e tutti i doveri che loro incombono.
La società avrà la sicurezza di avere educato membri abili sotto ogni rapporto, uomini a cui nulla di umano sarà estraneo e che conosceranno altrettanto bene la loro natura e la propria essenza, come la natura e l’essenza della società nella quale entrano con pieno diritto a far parte.
Spariranno le mostruosità che ogni giorno più aumentano nella nostra gioventù e che sono la naturale conseguenza della corruzione e della decomposizione della società.
La sguaiataggine, la mancanza di disciplina, l’immoralità e il desiderio di godimento, quali si mostrano specialmente fra i giovani dei nostri istituti superiori di educazione, dei ginnasi, dei politecnici, delle università, ecc.; i vizi prodotti e secondati dallo sfacelo e dalla perturbazione della vita domestica e per l’influenza perniciosa della vita sociale verranno a termine come gli effetti dannosi del sistema delle fabbriche, delle cattive condizioni delle abitazioni, della sfrenatezza e dell'indipendenza della gioventù in un’età, in cui l'uomo ha più bisogno di essere frenato ed educato a dominare sé stesso.
La società futura eviterà tutti questi mali senza bisogno di mezzi violenti.
Le istituzioni sociali e l'ambiente intellettuale renderanno ciò possibile. Come in natura le malattie e le distruzioni degli organismi non si manifestano se non dove esiste un processo di decomposizione, così avviene nella società.
Nessuno vorrà contestare che il presente sistema educativo ed istruttivo offra gravi e pericolosi inconvenienti e ne siano più colpiti le scuole e gl'istituti di educazione superiori di quanto lo siano gli inferiori. Una scuola di villaggio è un modello di moralità in confronto a un ginnasio.
Una scuola femminile di lavoro di ragazze povere è un modello di moralità in confronto ad un gran numero di collegi di grado elevato. La ragione non è da cercarsi lontano.

[ figli e figlie della borghesia ]

Nelle classi alte della società è soffocata ogni aspirazione a scopi elevati; esse non hanno più ideali. Mancando le nobili iniziative, si ingrandisce la brama di godimento e la tendenza alla dissolutezza con le sue fatali conseguenze fisiche e morali. Come potrebbe essere diversa la gioventù che cresce in questa atmosfera? Essa non conosce se non il godimento materiale senza freno e senza limiti. Perché faticare se la ricchezza dei genitori fa sembrare superflua questa fatica?
Il massimo dell'istruzione di molti figli della nostra borghesia consiste nel superare annualmente l'esame.
Se questo è sorpassato, credono di avere superato il Pelio e l’Ossa e di aver salito l'Olimpo e si ritengono semi-dei. Se possono poi avere in tasca la patente di ufficiali di complemento, la loro alterigia non conosce più limiti. L’influenza che esercita in generale sui suoi membri questa generazione debole di carattere e di sapere, ma forte di audacia e di pretese, distingue l’epoca presente come il tempo dei luogotenenti di riserva. La sua specialità è di avere molte pretese ma nessun carattere e nessuna cognizione Si è servili verso i superiori, alteri e brutali con gl’inferiori.
Le figlie delle classi più alte vengono educate a guisa di bambole, pazze per la moda e donne di società che passano di godimento in godimento e infine, sazie e noiate, cadono in preda di tutte le possibili malattie immaginarie e reali. Invecchiate, diventano bacchettone; spiritiste, che stralunano gli occhi sulla corruzione mondana e predicano l’ascetismo. Per le classi più basse si fanno tentativi di limitare il livello dell’educazione; il proletario potrebbe diventare troppo intelligente, slanciarsi dalla condizione servile e ribellarsi contro i suoi mimi terrestri.
Più la massa è ignorante più facilmente si lascia governare. «L'operaio più ignorante è il più prezioso» hanno dichiarato ripetutamente i proprietari delle contrade orientali dell'Elba nelle loro assemblee. Questa frase racchiude un intero programma.

[ una vita senza scopo ]

Così anche riguardo alla questione dell'istruzione e dell'educazione la società va avanti alla cieca e senza scopo, come in tutte le altre questioni sociali. Che cosa fa essa? Invoca il bastone e predica la religione, cioè la sottomissione e la rassegnazione di coloro che sono già troppo sottomessi e rassegnati. Predica astinenza dove si è già costretti ad astenersi dal più necessario perché non si possiede. Quelli che, nella loro rozzezza, si ribellano brutalmente, sono condotti in stabilimenti di correzione e sottoposti ad influenze pietistiche. Con ciò ha termine la sapienza pedagogica della nostra società.
Tosto che la società futura avrà educato la prole fino alla maggiorità, ognuno penserà da sé alla sua ulteriore educazione. Ciascuno apprenderà ed eserciterà quell'arte o quel mestiere cui le sue tendenze e le disposizioni naturali lo spingono.
Uno si dedicherà ad un ramo delle scienze naturali, che acquistano ogni giorno più brillante sviluppo: antropologia, zoologia, botanica, mineralogia, geologia, fisica, chimica, scienze preistoriche, ecc., ecc., un altro si darà allo studio della storia, alla linguistica, alle arti, ecc.
Chi diventerà per passione musicista, chi pittore, scultore, attore comico. In avvenire non vi saranno più corporazioni di artisti né di dotti, né di maestri, né di artefici. Migliaia di ingegni brillanti, fin qui soffocati, si svilupperanno e potranno mostrare il loro valore ove l’occasione si offra.
Non vi saranno più musicisti, attori, artisti di professione, ma ve ne saranno molti di più per ispirazione, per talento, per genio.
E le loro opere supereranno quelle di oggi negli stessi campi, come le opere industriali, meccaniche e agricole della società futura sorpasseranno quelle oggi esistenti.
Sorgerà un'èra per le arti e per le scienze quale il mondo non vide mai, e le creazioni sue corrisponderanno ai progressi della civiltà.
Quale trasformazione subirebbe l’arte quando esistessero condizioni degne dell'umanità fu già preveduto da Riccardo Wagner, che nel 1850 lo manifestava nella sua opera: Kunst und Revolution.
Quest'opera ha particolare valore perché apparve immediatamente dopo una rivoluzione alla quale Wagner prese parte.
Egli prevede l'avvenire e si dirige direttamente alle classi operaie perché aiutino gli artisti a fondare la vera arte.
Egli dice fra le altre cose: «Se per l’uomo libero dell’avvenire il guadagnarsi la vita non sarà più lo scopo dell’esistenza; o quando, per una nuova fede, o meglio per il sapere acquistato, gli sarà assicurato  il mantenimento corrispondente alle esigenze della sua attività naturale, in breve, quando l’industria non sarà più la nostra sovrana, ma la nostra serva, vedremo lo scopo della vita nel godimento di essa e cercheremo di rendere con l’educazione i nostri figli abili e capaci di godere effettivamente di questa gioia.
Basandosi l’educazione sull'esercizio della forza, la cura della bellezza fisica diventerà puramente artistica per l’amore calmo verso il figlio e per la gioia di vedere prosperare la sua bellezza, ed ognuno sarà sotto qualche rapporto un artista. La diversità delle inclinazioni naturali condurrà le più svariate e molteplici attività ad una ricchezza insperata!»
Queste sono idee perfettamente socialistiche e si accordano con le nostre asserzioni.


Il lavoro di Édouard Manet : Olympia, 1863, olio su tela cm. 130.5 x190, Musée D'Orsay, Paris
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N.d.R. - Dobbiamo ricordare ai lettori che tutti i titoli tra parentesi quadre non sono dell’Autore ma inserite in sede redazionale allo scopo di facilitare la lettura e favorire una visione generale della molteplicità degli argomenti affrontati.
[1] . Esiste una ricetta per la fertilità dei campi e per la durata delle rendite. Se questa ricetta trova la sua giusta applicazione è più rimunerativa di qualunque altro mezzo che l’agricoltura abbia finora impiegato, ed è la seguente: Ogni agricoltore che porta un sacco di grano, o un quintale di rape o di patate in città, dovrebbe, come il coolie cinese, riportare indietro e rendere al campo, dal quale le ha tolte, altrettante, e possibilmente più, parti costituitive dei frutti, del suolo. Egli non disprezzerà né una buccia di patate, né un filo di paglia, perché penserà che la buccia può mancare ad una delle sue patate e lo stelo ad una delle sue spighe. La spesa per questa importazione, è minima e l’impiego sicuro. Una cassa di risparmio non sarebbe più sicura e nessun capitale gli garentirebbe una rendita maggiore. La rendita del campo raddoppierà in dieci anni; il proprietario produrrà più grano, più carne e più formaggio senza dovere impiegare più tempo e più lavoro, e non vivrà sempre in inquietudini cagionati dai nuovi mezzi sconosciuti, che non esistono, per mantenere in altra guisa il campo fertile.... Ossa, fuligine, cenere, lavata o no, sangue animale, rifiuti di ogni specie, dovrebbero essere raccolti in locali e preparati per la spedizione... I governi e le autorità di polizia nelle città. dovrebbero prendere cura che, con regolamenti adatti sulle latrine e sulle cloache, venisse impedita la perdita di queste materie. LIEBIG. Lettere chimiche. Lipsia e Heidelberg, 1865.
[2] . In Cina, ogni coolie che ha portato la mattina al mercato i suoi prodotti, riporta la sera appese ad un bastone di bambù due bigonce di concime. L’apprezzamento del concime è tale che tutti sanno quanto ne produce un uomo in una giornata, in un mese, in un anno, e il cinese considera più che cortesia se l’ospite lascia la sua casa portando via un vantaggio, sul quale egli crede di avere una giusta pretesa per la sua ospitalità… Ogni sostanza proveniente da piante o da animali è raccolta con cura dai Cinesi e convertita in concime. Per avere una idea esatta del valore degli avanzi animali basti rammentare che i barbieri raccolgono e fanno commercio di tutte le barbe e i capelli tagliati che costituiscono una considerevole quantità, considerato le centinaia di milioni di teste che giornalmente vengono tosate in China. Il Cinese conosce gli effetti del gesso e della calce, e spesso avviene che rinnovi l’intonaco delle cucine per valersi del vecchio come concime. LIEBIG: Lettere chimiche.
[3] . L’agricoltura tedesca al principio del secolo, discorso tenuto all’Accademia reale agricola il 12 gennaio 1900 dal dott. Max Delbrück.
[4] . Das Leben, seine Grundlagen, und die Mittel zu seiner Erhaltung, Filadelfia e Lipsia, 1890, 2. ediz.
[5] . Secondo i risultati statistici del 1° dicembre 1900, la Germania aveva 38 città di prom’ordine con più di 100000 abitanti ognuna. Nel 1871 ne aveva soltanto 8. Berlino aveva nel 1871, 826.000 abitanti; nel l900, 1.888.000; la popolazione era dunque aumentata di più del doppio; Alcune di queste grandi città si videro obbligate di unire a sé i luoghi industriali situati alle loro porte, che già per il numero dei loro abitanti costituivano altrettante città; per la qual cosa il numero della popolazione si accrebbe ad un tratto. Nello spazio dal 1885 al 1900 Lipsia aumentò i suoi abitanti da 170.000 a 455.000; Colonia da 161.000 a 372.000; Magdeburgo da l14.000 a 229.000; Monaco da 270.000 a 500.000; Breslavia da 299.000 a 423.000; Dresda da 246.000 a 340.000; Francoforte sul Meno da 154.000 a 288.000; Annover da 140.000 a 235 000; Düsseldorf da 115.000 a 218.000; Norimberga da 115.000 a 261.000; Chemnitz da 111.000 a 206. 000, ecc.
[6] . Adolfo Wagner dice nella sua opera già citate: Lehrbuch der politischen Oekonomie di Rau : «La piccola proprietà privata rurale forma una base economica da non potere essere sostituita da nessun’altra forma economica per una parte della popolazione; essa crea un ceto di contadini indipendenti, che hanno una posizione sociale-politica e funzioni proprie». Se l’autore non si entusiasma à tout prix per amore dei suoi amici conservatori, per i piccoli agricoltori egli deve ritenere però che sono le persone più da compassionare. Il piccolo agricoltore, nelle dette condizioni, non è quasi suscettibile di cultura più elevata; egli deve affaticarsi tutto il giorno in un lavoro duro e vive spesso peggio di un cane. Non gode della carne, del burro, delle uova, del latte che produce per altri; nelle presenti condizioni non può sollevarsi ad una condizione più alta, diventando per tal modo un elemento di ostacolo alla civiltà. Chi ama il regresso, perché vi trova tornaconto, può provare soddisfazione alla continuazione di questo stato sociale, ma il progresso della civiltà. esige che sparisca.
[7] . Nel Parlamento dell’unione, di Erfurt nel 1850, il principe di Bismark si scagliò contro le grandi città. come focolari rivoluzione, che dovrebbero essere rasi al suolo. Egli aveva ragione: la società borghese genera nel moderno proletariato i suoi becchini.
[8] . F. Engels, Herren Eugen Dührings Unwälzung der Wissenschaft, 3° ediz. Accresciuta, pag. 301 e 302, Stoccarda 1894.
[9] . Carlo Marx, Zur Kritik der Hegelischen Rechts philosophie, Annali franco-germanici, 1 e 2 dispensa, Parigi 1894.
[10] . Quello che pensavano gli antichi a questo riguardo è dimostrato dalla seguente espressione di Aristotele: «Il tiranno (nome del padrone assoluto nell’antica Grecia) deve darsi l’aria di prendere la religione molto sul serio, perché i sudditi hanno minor timore trattamento illegale, se credono riconoscere la condotta del monarca del monarca timorata di Dio e pia, e non si rivoltano contro di lui, perché credono abbia l’appoggio degli Dei». (Aristotele, Politica.›› – «Il principe deve possedere le buone qualità umane, o meglio deve far credere di averle, deve far mostra di pieta e di religiosità. Sebbene alcuni penetrino nell’animo suo, tacciono, perché la maestà dello stato difende e protegge il principe, il quale in virtù di questa protezione, può fare il suo interesse e lasciar credere agli altri tutto il contrario… «Il grosso dei sudditi lo riterrà sempre come uomo onesto, anche se tradì la fede e la religione, solo perché mostrò in molte circostanze di essere timorato di Dio. Del resto il principe deve avere una cura speciale del culto e della chiesa.›› Macchiavelli nella sua celebre opera Il principe, cap. XVIII.
[11] . Se il borghese è con ragione imbarazzato per giustificare prepotenze, si può scommettere mille contro uno che si appoggia alla costumatezza. Nella primavera del 1894, in un’assemblea sinodale evangelica, un consigliere liberale del tribunale di Berlino dichiarò costumatezza il fatto che solo chi pagava tasse potesse avere diritto elettivo nell'unione ecclesiastica (!).
[12] . «Un certo grado di cultura e di agiatezza è condizione necessario allo sviluppo dello spirito filosofico ... Per ciò troviamo che si cominciò a filosofare in quelle nazioni che si erano elevate ad un grado considerevole di benessere e di cultura. (Tennemmann, Nota in Buckle, op. cit., vol. I, pa.10). «Gli interessi materiali e gli intellettuali vanno di conserva. Gli uni non possono esistere senza gli altri. Esiste fra loro la stessa connessione che fra il corpo e lo spirito; separarli significa ucciderli». (von Thunen: Lo stato isolato). – «La vita migliore, così per il singolo individuo, come per lo stato è sussidiata anche da beni esterni tanto da rendere possibile una partecipazione attiva alle azioni belle e buone». (Aristotele, Politica).
[13] . Eugenio Richter ripete nella sua opera Irrlehren  la vechia frase che i socialisti vorrebbero uno stato di «prepotenza» mentre ai lettori del nostro libro dovrebbe esser chiaro che di «stato›› finalmente non sarebbe più questione. Egli pretende che la società crei uno «stato››, o un ordinamento sociale, che leda i suoi propri interessi. Ma non si può creare a volontà uno stato o un nuovo ordinamento sociale fondamentalmente diverso dal precedente, perché ciò contrasterebbe con tutte le leggi secondo le quali progredirono e si svilupparono finora stato e società. Si consolino il signor Richter e i suoi compagni di fede! Se il socialismo avrà le aspirazioni insensate che gli attribuiscono, correrà alla sua rovina senza la loro cooperazione.
Non meno fallaci sono le osservazioni di Richter. Per uno stato sociale come vorrebbero i socialisti gli uomini dovrebbero essere «angeli». Ora, com’è noto, non esistono gli angeli e non ne abbiamo nemmeno bisogno. Da una parte gli uomini vengono influenzati dalle circostanze; dall’altra, le circostanze vengono influenzate dagli uomini, e quest'ultimo sarà il caso più frequente quanto maggiormente gli uomini conosceranno a fondo la natura della società che essi stessi formarono e, consci dello scopo, applicheranno l’esperienza acquistata all’organamento sociale. Questo è il socialismo. Non abbiamo bisogno di altri uomini, ma di uomini più avveduti ed illuminati di quanto siano in generale quelli d'oggi, e per renderli più avveduti ed illuminati ci agitiamo e pubblichiamo opere come la presente.
[14] . È da meravigliarsi, conosciuta la limitatezza di mente degli avversari del socialismo, che nessuno abbia ancora sostenuto che nella società socialistica tutti debbano ricevere un’uguale quantità di biancheria e vestiario per coronare l’opera della perfetta uguaglianza.
[15] . Fourier ha dimostrato il fatto chiaramente, se pure nell’esposizione delle sue idee non fu fuorviato dall’utopia. (Charles Fourier la sua vita e le sue teorie, Stoccarda, 1888).
[16] . Condorcet, nel suo piano di educazione, voleva che «l’educazione fosse gratuita, uguale, generale, fisica, intellettuale, industriale e politica, ed avesse per scopo la vera uguaglianza di fatto». Così Rousseau nella sua Economia politica dice: «L’istruzione dev’essere pubblica, uguale e comune per formare l’uomo e il cittadino››. E Aristotile: «Lo stato ha soltanto uno scopo, che, cioè, esista per tutti i suoi membri una sola educazione, e la cura di essa è compito dello stato e non dei privati».
[17] . Così [uomini d’ordine] dice Eugenio Richter nella sua opera Irrlehren [Eresie].
[18] . Amerikanisches Bildungswesen, del prof. Emilio Hausknecht. Supplemento scientifico al rapporto annuale del secondo liceo comunale di Berlino. Pasqua 1891. Gärtner editore.