LETTERE DAL CARCERE

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Soletude, 13 aprile 2023
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arteideologia raccolta supplementi
made n.21 Dicembre 2023
LA RIPRESA DELLE OSTILITÀ
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Cara madre.
Ho saputo che i tuoi problemi respiratori sono di nuovo riapparsi nonostante la lunga cura che avevi intrapresa oltre un anno fa. Saperti sofferente mi addolora molto, ed è mortificante non poterti stare accanto assieme a papà e ai fratelli.
Fatti coraggio ed armati di pazienza. Il corpo è fatto per una vita di salute; tu dagli tempo e vedrai che riuscirà a riprendere a funzionare con la sua abituale regolarità.   
Nel frattempo non stare a preoccuparti per la mia condizione.
Ti assicuro. Noi qui abbiamo acqua e gas a tutti i piani… e pure l’elettricità abbiamo – non lo credi forse? e ce ne elargisce lo Stato… a titolo gratuito. 
Dunque, sto ottimamente.
Faccio sempre i miei esercizi fisici ogni mattina e così mi preparo per svolgere tranquillamente non solo i compiti assegnatemi ma anche gli impegni che ho preso con i miei compagni di detenzione.
Intanto stiamo terminando un corso promosso dalla direzione per ottenere ognuno la qualifica di “operatore per il trattamento delle materie prime e la preparazione e distribuzione di pietanze e bevande”. In soldoni ci insegnano a cucinare e servire gli altri. Una cosa che ho sempre fatto con piacere per gli amici, e magari così la saprò fare anche meglio.
Dopo qualche ora di questo corso nelle cucine, mi tocca applicarmi alle latrine. E questo è molto meno piacevole, ti assicuro. Non puoi neppure immaginare lontanamente le cose straordinarie che arrivano ad intasare gli scarichi.
Insomma, come me, ognuno fa di tutto purché continuino a trattarci con un certo riguardo, come riunirci qualche pomeriggio tra di noi in una delle diverse sale comuni disponibili. 
Certamente è una liberalità concessa solo nella speranza che prima o poi noi stessi gli fornissimo qualcosa di utile da regalare all’accusa, la quale al non ha nulla di consistente contro di noi che la ridicola ipotesi di un disegno eversivo, frutto dell’acuirsi della paranoia governativa del momento.
Sappiamo di essere sempre controllati, ma non ce ne preoccupiamo affatto.
Ultimamente, ad esempio, il Direttore e le guardie – tutti eccitati da una circolare ministeriale intesa a favorire una pomposa “socialità intramuraria” tra donne e uomini detenuti in sezioni separate nel medesimo istituto – sono stati facilmente allettati dalla nostra proposta di una serie di convegni per i detenuti delle due sezioni su argomenti che avrebbero potuto farci cascare, almeno a parole, fuori dai limiti della tolleranza legislativa.
Finora da queste riunioni “culturali” loro non ne hanno ricavato un bel nulla, mentre noi ci divertiamo sia a prepararle che a leggere poi la fatica delle povere guardie carcerarie che di volta in volta ricevono l’ingrato compito di annotare tutti i dialoghi e conservare i documenti che intercorro tra noi durante i preparativi di tali attività di “socialità intramurarie” – che di solito finiscono in allegre baraonde trimestrali in cui soprattutto si cerca di familiarizzare oltremodo. 
Vedi ?
C’è da ridere.
Sì, c’è proprio da ridere!
Ecco, cara madre, come ultimamente sono organizzate le mie giornate.
Lontano da voi che amo, mi lascio andare con indifferenza al trantran dalle circostanze, turbato soltanto dalla notizia del tuo stato di salute.
Ma vedrai che tutto passerà.
Per tutti e due vedrai che passerà.
Sta lagna passerà,
e torneremo ad abbracciarci.
Te lo giuro.

Carcere di Soletude, giovedì 13 aprile 2023
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