LETTERA DAL CARCERE

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Lunedì, 11 settembre 2017
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arteideologia raccolta supplementi
made n.14 Ottobre 2017
LA RIPRESA DELLE OSTILITÀ
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Luigi, amico mio.
Come tu hai meritato il titolo di angelo Chiarificatore per le nostre consulenze scientifiche, anche nell’empireo carceraio di Soletude ci sono degli esseri statali che per come puntano i piedi al libero corso delle nostre frenesie meriterebbero senz’altro il titolo di angeli Frenatori.
Dunque: a tutti voi, angeli sistematori o fiaccatori delle mie esaltazioni, vada la mia gratitudine!
E dopo questa lisciata al tuo militaresco pelo, veniamo a noi due.
Forse non ti ho mai detto che qui dentro sono rimasti dei residuati della vecchia biblioteca del carcere. Ammucchiati in una cameretta muffosa ci sono molti volumi dai titoli eterogenei e dai contenuti più stravaganti. E' tra questi che tempo fa ho raccolto un libro che ho iniziato a leggere, giusto così, per riposarmi dalla fastidiosa lettura delle pagine del tablet.
Questo testo - neppure troppo vecchio per l’editoria italiana - riguarda la controversa teoria fisica delle stringhe, e l’ho trovato particolarmente eccitante.
Capiresti meglio il mio animo se questa lettura avesse risvegliato anche in te, come è accaduto a me, il ricordo delle tante pagine di un mio vecchio lavoro.
Ricorderai certamente che un pomeriggio di molti anni addietro, organizzammo assieme una riunione di amici per raccontare e illustrare, su un foglio di carta da spolvero giallina, una sorta di bizzarra geometria che prendeva il nome di "gediqureusi" da un acrostico che avevo ricavato dal suo postulato: GEneratrice DI QUesta Retta E' Un Simbolo Ideologico.
Ebbene: leggendo il testo di fisica delle stringhe avvertivo spesso la vaghezza di cose già intese, e solo in seguito ho realizzato che avevano una qualche somiglianza con la geometria che ti ho ricordato.
In un primo tempo questa corrispondenza mi ha sorpreso e meravigliato, forse pure lusingato; ma ora sono confuso, dubbioso e curioso di capire come possono accadere cose di questo genere, stabilirsi delle risonanze tra congetture così dissimili e lontane tra loro… C’è forse una supersimmetria del pensabile tra tutti i pensieri pensati?... sciocchi o straordinari che siano?...
Anche se la teoria sulle stringhe è ancora soltanto un modello geometrico della fisica della materia, capisco perfettamente che non è raffrontabile con quella mia geometria; ma neppure posso ignorare il suo richiamo quando leggo, ad esempio, che: le eccitazioni vibrazionali uniformi di una stringa hanno un'energia che è inversamente proporzionale al raggio della dimensione circolare. Questo fatto è una conseguenza diretta del principio di indeterminazione: se il raggio diventa più piccolo,  la stringa è confinata in uno spazio più angusto e, per effetto della claustrofobia quantistica, la sua quantità di energia cinetica - quella cioè dovuta al moto - aumenta.
Si ipotizza, cioè, una particella fisica, elementare ma non puntiforme… che vibra e soffre di claustrofobia!
Meraviglioso congiungimento della scienza che trova infine una materia che ha paura e patisce!
Certo neppure la scienza ci va piano con le metafore. (Non nascondo che per un momento questo brano mi è sembrato anche la descrizione della mia attuale condizione carceraria - ma si tratta di quel tipo di scherzi dovuti all’inadeguatezza del linguaggio e dell’automatismo empatico).
Non ci sono però solo cose di questo tipo. Per spiegare alcuni comportamenti fisici delle stringhe l'autore ricorre spesso a dei paragoni svolti con esempi tratti dall'economia capitalistica; quasi che la Finanza o la Borsa fossero i laboratori - che gli mancano - in cui trovare conferme sperimentali altrimenti non ancora verificabili a causa dei limiti tecnologici attuali… (a meno di non considerare il cervello stesso come il più grande acceleratore di materia realizzato dall'uomo in milioni di anni… i cui elementi minimi potrebbero essere costituiti da qualcosa come il "meme" di Dawkins - che ne dici?)...
Mi è venuto da chiedermi se questa delle stringhe sia una ipotesi proprio scientifica o soltanto una visione ideologica della fisica penetrata dal modello del modo di produzione capitalista; o se magari descrive le forme geometriche di modi del procedere della conoscenza... o non so quale altra cosa possibile.
Tanto più faccio lo sforzo di comprendere i passaggi che illustrano l’ipotesi delle stringhe, tanto più mi sembra di trovarvi anche elementi affini e compatibili con le teoria dei frattali e quella delle catastrofi.
E’ come se queste teorie, insieme a tutte quelle che le hanno precedute e preparate, fossero degli strumenti musicali che prima dell’esecuzione in programma cercassero ognuno il giusto suono per preparare quel comune accordo sinfonico che tutti in sala si aspettano di ascoltare.
Insomma, in questo Universo Elegante (precisamente questo è il titolo e l'argomento del libro di Brian Greene) si agita qualcosa di indefinito che a volte me lo rende comprensibile, intuitivo e altrettanto familiare della mia geometria. Ma è anche possibile che tutto questo sia soltanto un abbaglio della mia immaginazione eccitata, claustrofobica e incline ai ricordi.
Ho proprio bisogno di parlare un po’ con qualcuno che sia paziente su certe questioni; invece qui dentro i miei compagni tagliano corto, riservandomi il termine di “scientista”, come fosse un insulto.
Ora, dato che per curare certi turbamenti personali è consigliabile ricorrere ai servizi di angeli esperti, tu che lo sei in meteorologia - ossia in fenomeni turbolenti e calcoli perturbativi - vorresti aiutare un dilettante come me a chiarirsi le idee e ristabilirsi in salute?
Tuttavia, se la prospettiva non ti attira affatto, non evitare per questo di tornare a trovarmi.
Prometto di non annoiarti. Parleremo di tutt’altro - e con le stringhe vedrò di cavarmela da solo, come sono abituato a fare per molte cose.
Ciao, e a presto.
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