LETTERA DAL CARCERE

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Mercoledì, 15 Agosto 2018
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arteideologia raccolta supplementi
made n.16 Ottobre 2018
LA RIPRESA DELLE OSTILITÀ
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Carissimi torinesi,
solitamente cerco di non essere tempestivo e trovo odioso veder agitarsi a fare e a fare io stesso, qualcosa all'occasionale - tipo ricorrenze o eventi drammatici.
Stavolta però non sono riuscito ad evitarlo, anche se è stato appunto un evento tragico a far scaturire un corollario che amplia in qualche modo una mia precedente lettera, che troverebbe in questa di Ferragosto una certa conclusione provvisoria, se non una estensione.
Avrete già capito che sto alludendo al crollo del ponte di Morandi a Genova, di cui abbiamo subito avuto notizie qui in carcere.
Non vi sto a riportare i commenti di detenuti e guardie carcerarie, ma posso solo immaginare che siano simili a quelli che potrei leggere sui social net, se solo al mio tablet fosse concesso collegarsi.
Ecco, mi son chiesto: io come avrei commentato o risposto ....?
Ed è qui che ho pensato di rispondere a questa domanda concependo una semplice cartolina da inviarvi.
Pertanto mi sono procurato dal web un'immagine del ponte genovese per combinarla come una cartolina dietro cui potrete leggere:
Decisamente il Capitale nella sua attuale fase (e metteteci da soli tutte le qualità che ha accumulato nell'imperialismo) non può costruire "ponti", solo "passerelle" per le merci e altri mineralizzati al seguito. Lui comunque lo sa che i "ponti" sono fatti per la vita degli uomini, e allora li chiama "viadotti"... così, tanto per non allarmarli troppo quando ci si arrischiano.
E sì...! Il Capitale non costruisce Ponti, tutt'alpiù Passerelle...
A chiamarle così fin dall'inizio si saprebbe subito che tipo di artefatto ci propina per i proprio scopi ...
Sicuramente qualcuno sui social dirà che i romani hanno costruito ponti - come il ponte Milvio, che ancora resiste.
E ancora per tutto l'800 la grande industria capitalistica sapeva e poteva costruire ponti al propio livello tecnologico e ingegneristico (ferro, ghisa, trave continua, strutture reticolari, ecc.).
Nella fase attuale ancora si saprebbe e potrebbe costruire, ad un superiore livello tecnico, ingegneristico e addirittura formale, dei veri e propri grandi ponti; ma, a conti fatti e alla fin dei conti, al Capitale non interessa affatto produrre qualcosa per gli uomini ma solo per sè stesso... e così costruisce (e lo dice! lo dice...!) non "ponti" bensì "viadotti" - buoni solo per il flusso delle merci...
E seppoi questi crollano, che importa? anche il crollo fa parte degli andamenti del mercato e dei rischi d'impresa (che però devono correre sempre gli altri...). Eccetera... Ma sono certo che voi ne caverete ben altro che poche battute.
Se poi qualcuno vuole proprio avere gnomi e cognomi dei responsabili del crollo, faccia pure come crede. In fondo, per vivere non è mica necessario conoscere e capire tutto, o molto... e neppure un poco - e questo è dimostrato dalla stessa esistenza in vita di certi uomini da tartufo.
Non ho proprio nient'altro da dirvi se non augurarvi un Buon Ferragosto (cosa poi si celebra non l'ho mai capito; spero solo sia il nostro santissimo Ozio - che non permetterà certo di sperperare tanto lavoro vivo in certi monumenti così gigantescamente morti che a malapena riescono a tenere in piedi solo se stessi... finché ce la fanno, però!).
Carcere di Soletude, mercoledì 15 agosto 2018
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