IL LAVORO DI EROSTRATO (dal 1969 al 1983)

1
Forniture Critiche . 2018
arteideologia raccolta supplementi
made n.23 Ottobre 2025
LA RIPRESA DELLE OSTILITÀ
8
pagina
Fornitura Critica del 9 novembre 2018 (inevasa)
– La verità si centra in un agguato, non è certo una carta che si volti una sera al gioco d'azzardo, dove ogni colpo può essere il vincente. Se vuoi vivere, dovrai ritrovare la perseveranza.(Paul Nizan, Aden Arabia)
– Chi non conosce un Klopstock? Ma forse per questo qualcuno lo leggerà? Noi preferiamo essere meno conosciuti ma letti un po' più attentamente. (Lessing citato da Karl Marx)
– D'altra parte, se noi non potessimo già scorgere nascoste in questa società – così com'è – le condizioni materiali di produzione e di relazioni fra gli uomini, corrispondenti ad una società senza classi, ogni sforzo per farla saltare sarebbe donchisciottesco. (Karl Marx, Grundrisse)

PREFAZIONE del 2025 – Precisamente al 9 novembre 2018 risale la conclusione di un elaborato che avrebbe dovuto servirci da traccia espositiva per una delle nostre “forniture”.
Il direttore artistico di un museo di arte contemporanea di Roma ci aveva invitato a partecipare ad una rassegna d’arte con un nostro lavoro; e poiché il nostro lavoro comune consisteva ormai da tempo di lavori, diciamo così, “prestazionali”, si pensò ad una organica presentazione in PPT dei nostri lavori, che poteva risultare espositivamente efficace oltre che di sicura utilità sia per noi stessi che per quanti erano interessati.
Venne dunque creata una presentazione, più o meno dettagliata – cioè da completare dal vivo – a cui venne però a mancare dall’interno il dovuto sostegno per condurla a compimento e, nonostante l’assenza di una qualsiasi altra concreta proposta alternativa, tutto si risolse in un nulla di fatto.
Oggi, a distanza di sette anni, le pagine preparatorie di quell’atto mancato ci sono sembrate tuttora sufficienti – così come sono – per render conto del “senso” che il lavoro di Erostrato ha cercato sempre di mantenere sul filo del tempo (pur ridotto agli spiccioli di momenti scaduti) per delineare quanto meno la possibilità non aleatoria di un programma, non più individuale bensì storico, che è mancato anche all’arte moderna e contemporanea.
E con ciò neppure l’aborto se ne andrà docile in quella buona notte.

così com'è
il brogliaccio del Lavoro di Erostrato dal 1969 al 1983

– In questa circostanza abbiamo cercato di scegliere delle immagini che ci potessero offrire un modo narrativo per raccontare il lavoro di quegli anni …. –  E abbiamo faticato a raccogliere attraverso determinate foto il filo del lavoro di quegli anni, dato che nel procedere operativo la maggior parte dei pensieri che lo guidavano rimanevano impliciti, non espressi compiutamente fino in fondo… – Qualche episodio, qua e là, cercherà di offrire una immagine un po’ meno didascalica, più vivace….  meno “scolastica” ….
E non chiedeteci di precisare di chi era l’uno o l’altro dei vari lavori che vedremo, perché di questo a noi non importava e non importa nulla… 

A . Tenete presente che fin dall’inizio intendevamo muoverci sempre all’interno dell’arte e della sua produzione materiale… le “catene da spezzare” non sono solo quelle sociali ecc. ma riguardavano anche le locuzioni, il linguaggio, l’arte…
Quello che oggi possiamo verificare è che in realtà, pur affrontando la realizzazione dell’oggetto, quello che ci importava era il processo produttivo dell’arte… che si svolge come la particolare produzione di una società ad un determinato grado di sviluppo…
(Forse, alla fine, oggi, possiamo dire di aver cercato un metodo… non una ricetta da impiattare …. ma un giudizio si può ricavare solo a partire dal nostro attuale lavoro come Forniture Critiche per tornare agli anni settanta… ciò esula dal tema di questo incontro…. Ma non possiamo tacere che per questa strada uno perviene e guadagna magari una teoria dell’arte e una visione, che è anche – per restare nella pittura - una immagine…)
Non crediamo ci sia un dualismo tra arte e politica… non crediamo molto in tutti i dualismi finora prodotti dall’ideologia di questa società… ma il loro generale superamento reale pratico non è affidato alla volontà degli individui, che spesso può esprimersi anche prematuramente rispetto allo sviluppo reale delle forze produttive sociali del momento in cui si manifesta…  (Leonardo o gli utopisti, ……)
[omissis] … non abbiamo mai affidato il nostro lavoro a quella forma organizzativa che va sotto il nome di "gruppo". Ci limitavamo piuttosto a sforzarci singolarmente di dare conseguenzialità pratica a posizioni “politiche” quando gli elementi criticamente omogenei prendevano organicamente a muoversi verso finalità convergenti. [ omissis ]

B . sessantotto ….
Facevamo manifesti per le occupazioni di case ….. l’interessante qui è notare che si trattava di azioni che non trattavano con le “forme” istituzionali: nessuna rivendicazione, nessuna trattativa, nessun patteggiamento, nessuna richiesta di parititicità…. si occupava lo spazio necessario… punto e basta.

C . dia 2
Benjamin … questo era un punto che tenevamo a mente …. Anche se c’è da chiedersi se così facendo (politicizzazione dell’arte) non si esce comunque dal cerchio dell’estetica… Dunque Benjamin aveva proposto di rispondere all’estetizzazione della politica del fascismo con la politicizzazione dell’arte, da parte comunista.
Si trattava dunque di formulare materialmente “con che cosa” e “come” rispondere... non tanto al fascismo ma al capitalismo … “Con che cosa” lo sapevamo in partenza (era pure nell’aria, sebbene fritta dallo stalinismo…) … Per il “come”, già Klee aveva risolto che “non si trattava di rendere il visibile ma di rendere visibile” – un programma artistico anticipato dai Raggi Rotgen? - … e anche questo in qualche modo uno se lo ritrovava in partenza grazie alla diversificazione che i mezzi espressivi già sperimentati dell’arte moderna e contemporanea ci offrivano: astrattismo, dadaismo, surrealismo, fluxus, fino al concettuale, che aveva riscattato il miniaturismo medioevale e sdoganato la scrittura… e tutto questo ci facilitava il compito… dato che ogni cosa creata dall’industria dell’uomo, una volta fatta e sperimentata fino in fondo, appartiene a tutti – sia essa materiale o spirituale - … tanto vale per la filatrice meccanica quanto per la Divina Commedia… per l’orinatoio di Duchamp o la cappella Sistina …. (ciò vale a conferma di quanto detto contro i dualismi… scienza e arte, produzione personale e produzione sociale ecc.)
(episodio: –  Cassa Sistina – era meglio chiusa che aperta….. Autoreferenzialismo – tautologia – ….)

D . dia 3-11
… Per tutto questo, quasi d’istinto ci siamo orientati verso il luogo comune del simbolo politico: la falce e il martello, per lavorarci attorno come un progetto di propaganda – dichiarativo della nostra appartenenza …. Una cosa, tutto sommato, facile facile, ma ci sembrava coraggiosa dato che il “comunismo” noi lo intendevamo rivoluzionario, antiforma…. come le occupazioni delle case …
- 1969 - (momento propedeutico) Dichiarare apertamente la nostra posizione di classe. Considerare l'emblema politico-storico (falce e martello. rosso) per indagare sui gradi di riconoscibilità del segno anche attraverso la sua manipolazione soggettiva e arbitraria. Cartella di serigrafie ... Tuttavia prendere in considerazioni la “falce e martello” comportava chiederci altro. Ad esempio se questa rappresentazione della doppia rivoluzione russa era valida universalmente, allora e attualmente (1968) ….

E . dia 12
Kant… - Abbiamo inserito questa diapositiva per ricordarci di riferirvi qualche episodio significativo … per aiutarvi a capire quali erano alcuni problemi che nascevano su questo terreno….
Episodio della Critica del Giudizio… “illustrata”… da cosa, poi? da alcuni ritratti di Kant e riproduzioni dei frontespizi delle prime edizioni …. — Su una pagina di Paese Sera avevamo notato l’annuncio dell’imminente pubblicazione di una preziosa edizione della “Critica del Giudizio” di Emanuel Kant. Nulla di eccezionale, in fondo, se non avessero specificato, a lettere cubitali, che si trattava precisamente di una Critica del Giudizioillustrata! Che si potesse illustrare la critica del giudizio era qualcosa da vedere assolutamente coi nostri occhi.
Dopo qualche giorno decidemmo che era tempo di andare a comprare questa meraviglia annunciata, e ci recammo alla libreria Feltrinelli di via del Babbuino… per constatare che le illustrazioni “filosofiche” si riducevano a qualche riproduzione di vari ritratti di Kant e alcuni frontespizi delle prime edizioni del testo. L’illustrazione della critica del giudizio era tutta rappresentata in qualche falsa acquaforte.
E dire che per qualche giorno noi avevamo provato a immaginare come si potesse illustrare un enunciato filosofico, e fantasticato su possibili immagini di diagrammi, di modelli cartesiani, di schemi, tavole sinottiche… o chissà cos’altro di formidabile e ardito… Invece l’editore aveva risolto la questione, semplicemente mettendoci la faccia dell’autore …
—  
Non c’è da rimanere scoraggiati e delusi da simili quid pro quo se fanno emergere o pongono un problema reale o importante da affrontare… sia questo l’illustrazione della Critica del giudizio di Kant come del Capitale di Marx… a cui intanto stavamo pensando…. e tentando anche praticamente …

F . dia 14-22
L’ENUNCIATO CERCA LA PROPRIA IMMAGINE
Tentativi di contaminazione sistematica sul primo volume del testo di Klee, Teoria della forma e della figurazione, pubblicato da Feltrinelli nel 1959…
Forse esprime l’esigenza di una lavoro sistematico ancora interno all’arte (citazionismo autoreferenziale) … ma con gli spaesamenti apportati all’immagine della pagina kleeniana affiora l’ironia (critica) e l’autoironia (la critica del sé)… a volte la derisione…. il declassamento o il vacillare…
- Che poi magari tutto questo porta a fissarsi in un oggetto artistico è una possibilità in più per la verifica… di certe categorie e luoghi comuni….

G . dia 24-50
APPUNTI PER EROSTRATO
La circostanza è quasi didascalica: sopra avevamo i libri, sotto (come in un fondo pagina) le “note”, o gli indici… illustrati… “gli enunciati cercavano la propria immagine”….. Come dire: dalla citazione scritta alla nota di redazione iconica… come una glossa iconica – o una glassa artistica…
1970 – Indice del lavoro: “Considerate l'origine della famiglia, della proprietà privata e dello stato”. – L’uso letterario della citazione viene formalizzato per mezzo di strutture primarie usate come sottocodici di arricchimento con funzione di ridondanza spaziale sulle quali si riverberano i segni analogico-metaforici dalle citazioni proposte. (forme omologo referenziali: citazione, postilla, glossa, N.d.R.) - Interventi nello spazio separati in scansioni temporali ravvicinate (con allusione al metodo dialettico).

Titolo del lavoro: Appunti per Erostrato.
– La tradizionale sentenza che ha trattato Erostrato come un criminale che voleva immortalare il proprio nome nella storia, quadra troppo con il radicato senso di venerazione verso l’arte e l’individualismo di epoche più recenti per non diffidarne. Erostrato ci è piaciuto vederlo come un pastore che sulla spianata del tempio voleva solo farci pascolare le pecore, da sacrificare magari agli uomini, mai più agli Dei; un rivoluzionario, insomma, cioè un demolitore di forme. E così, con l’aggiunta di Erostrato ai classici Prometeo e Spartaco guadagnavamo l’iconoclastia e il proposito di procedere fino a criticare noi stessi. –
… Ma intanto bisognava avere tra le mani l’oggetto su cui esercitare l’analisi, e allora uno ci provava con la pittura o la scultura.

H . dia 51-65
GERMINALE – 1971-72 - Per il centenario della Comune. - Azione rivoluzionarla e teoria rivoluzionaria sul filo del tempo dal 1848 al 1871 al 1917. Tre ambienti distinti per un palinsesto storico-politico cronologicamente invertito per realizzare un circuito a loop. 1. Mappa di Pietrogrado (l’insurrezione è un’arte - rivoluzione violenta) 2. Parigi 1871 (violenza della reazione - passione rivoluzionaria - critica del segno - colonna Vendôme). 3. Alla radice (manifesto dei comunisti – materialismo - teoria dello stato).
La retro-azione come ricerca della continuità del programma storico.
(episodio del cuneo contro lo Stato …. )

I  . dia 66-74
LA REVOCA DELLE ANAGRAFE

- 1972 e 74 - Cancellare i propri dati anagrafici - per un superamento almeno teorico dei limiti borghesi di Stato e di Storia.
Timbro: E’ comunista e rivoluzionario chi ha saputo rinnegare, dimenticare, strapparsi dalla mente e dal cuore le categorie in cui lo iscrisse l’anagra di questa società in putrefazione e vede e confonde sé stesso in tutto l’arco millenario che lega l’ancestrale uomo lottatore con le bestie al membro della comunità futura.

L . dia 75-93
PER UNA CRITICA DELL’ESTETICA…
- 1973 - Per una critica dell'estetica borghese - … Da parte dell'opera d'arte, perdita, dopo quella dell'unicità, dell'altro componente auratico oltre l’unicità: la lontananza, ad opera del processo di mercificazione. La dissoluzione dell’aura, sebbene appaia con ciò teoricamente risolta, risorge praticamente a spese e grazie all’arcano della merce, che travasa il proprio arcano nell'estetica che riprende così, ma in maniera sempre più triviale, parvenza auratica. Titolo del lavoro: "Retorica della Realizzazione e vocazione d’Essa”.
(Episodio della gallerista che capisce quello che si era fatto dopo aver letto il libro di Manganelli “L’elogio del tiranno”….   Episodio del Pollo appeso di Filippo de Pisis…)

M . dia 94-98
FRAZIONE CLANDESTINA
“La Frazione Clandestina si forma del tutto unilateralmente come un preventivo Ufficio (clandestino) per l’immaginazione (clandestina) operando autonomamente dagli altri Uffici, con i quali tuttavia collaborava. Praticamente la Frazione Clandestina si avvia diffondendo per posta tutta una serie di Informative politiche, proseguendo quell’attività di mailart avviata dagli Uffici con l’iniziativa di S.p.A. Ha poi affiancato altre iniziative degli Uffici, come gli interventi per N.d.R. e i quaderni di Imprinting. Del tutto autonomamente la Frazione realizzò degli incontri pubblici sulla Geometria della Gediqureusi, organizzò delle proiezioni su richiesta di pellicole e nastri RVM, coordinò gli incontri di lavoro comune nel Convento Occupato e fondò la rivista Aut.Trib.17139, supportata da elementi provenienti dalla rivista La Comune e dall’Ufficio di Tullio Catalano.” (intervista)
- Seguono atti della Frazione Clandestina in forma di diapositive:

a - dia 99-106
AFFISSIONE 1974 di manifesti eseguita dagli attacchini del comune di Roma. Work in progres sotto la denominazione di “Piazza Venezia - Innesco critico a scala urbana – sull’origine della forma fascista dello Stato, da Napoleone III in poi”. … Affissione pubblica, tuttavia confidenziale….
b - dia 107-110
FINITO DI STAMPARE
1974 Libro-verifica, stampato utilizzando materiali iconici che si trovavano sul tavolo o cadevano immediatamente sotto i nostri sensi durante una riunione nella quale si sollevarono questioni relative all'esistenza reale di un rapporto diretto tra il nostro lavoro nel campo dei codici estetici e la base politica sulla quale avevamo inteso poggiarli.
Di questo oggetto ci interessava la copertina con l’indice dei volumi consultati…
c - dia 111-119
GEOMETRIA DELLA GEDIQUREUSI
La geometria euclidea applicata allo spazio ideologico
d - dia 120-122
OGGETTO DELL’ANALISI
- 1975 - Intervento in un Festival dell’Unità a Roma, annunciato da un telegramma agli organizzatori: “Oggetto della nostra analisi è la produzione materiale”.
( è l’inizio dei Grundrisse di Marx, che avrà uno sviluppo nell’Azzardo Omologetico, in Imprinting)
e - dia 123-130
CINEMA E TV D’ESSAI.
Con ARGENT (film muto di Marcel L’Herbier del… ) togliere le immagini
Con Philippe Petit, esprimere lo spettacolo offerto senza scambio di valore….)
f . dia 132-134
CONVENTO OCCUPATO - Questa prima fase del lavoro di Erostrato si conclude nel quando, sul nostro stesso terreno incontriamo il gruppo «Informazione Operativa» (Elvira De Luca, Franco Prattico, Emiliano Tolve, Puma, ex-rivista La Commune), con il quali contavamo di proseguire un lavoro comune su basi piu organiche. – Rimane una scatola di iscritti semilavorati e appunti su cui intendiamo tornare.
g - dia 135-144
AVVISI ALLE POPOLAZIONI - Affissione di una serie di manifesti in occasione del convegno su «Arte e Politica» di Parma. I manifesti riportavano una serie di dichiarazione sull'immaginazione e sull'arte. E mettevano le popolazioni sull’avviso nei confronti dell’arte la quale, ad esempio, “è determinata” (ideologicamente), “è improbabile” (distribuzione diseguale) ecc., ma che in fondo “non è negata” (scuce un baffo) anche se “è clandestina” (sovversiva). Mi accorgo ora che certe cose le abbiamo già dette qui in altri modi, finendo anche ad includere noi stessi tra gli oggetti di cui le popolazioni vengono esortate a diffidare. - Le formulazioni di tipo estetico inserite sotto la dicitura “avviso alle popolazioni” le fanno ricadere nel campo sociale e sottoporle così alla sua critica.
E sto pensando che ognuna di quelle formule poteva anche essere percepita come l’avvio o l’incipit di un discorso non svolto… Dunque da svolgere con > Aut.Trib ….

N . dia 145-187
AUT.TRIB.17139 …. edizioni tipografiche e differite...

O . dia 188-190
Supplemento Aut.Trib.17139 – SUL CONCETTO DI POESIA
Il trionfo della dialettica: “… anche il buana me magno… ce faccio lo spezzatino coi buana….” (all’espropriazione dei buana… risponde con l’espropriazione dell’espropriazione …)

P . dia 191-201
Supplemento Aut.Trib.17139 – PRASSIFOLLIA DI/IN GRUPPO –
…. Sudamericana con avviso…. (episodio: Alberto Boatto osserva che c’era proprio un’atmosfera da mercanti d’armi o di droga)

Q – dia 202-204
Proiezioni di diapositive d’arte al cinema Quirinetta
Avviso alle popolazioni: Attenzione – fabbricanti di armi stanno per concludere un affare universale….

pagina