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nomade
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| Direttore responsabile, Sara Romeo |
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| FORNITURE CRITICHE |

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dal ready-made al no-made Sotto l’onda lunga e lunghissima del neoconformismo la macina della moda aveva dissipato la realtà trasfigurando ogni genere di cosa in un oggetto di godimento, e in giro non si vedeva più orrore o abiezione umana, né intollerabile miseria sociale capace di sottrarsi all’organizzazione spettacolare dello shock e del trauma. “Il mito è la figura di un testo inabissato”, avevamo letto sul muro di recinzione della Centrale del Latte di Roma. Certamente resta valido il classico enunciato (letto e riletto) per cui una semplice fotografia delle officine Krupp o AEG non dice quasi nulla in merito alle relazioni sociali e ai rapporti umani che regolano la “realtà vera” di quelle officine.[2] .....Eravamo stati veramente sul punto di un commiato, non avesse prevalso il vizio assurdo di rinegoziare gli atti mancati tramite la messa in opera di nomade... |
from ready-made to no-made Under the long, the very long wave of neo-conformism, the mode grinder had squandered reality transfiguring everything into an object of enjoyment. All around there was no more horror or human meanness (depravity), neither intolerable social misery capable of escaping the spectacular organization of shock and trauma. “Myth is the image of a sinking text”, that’s what was written on the enclosing wall of the Milk Centre of Rome. Certainly, the classical utterance remains valid, according to which a simple picture of the Krupp Industry or AEG does not say almost anything regarding the social and human relationships that regulates the “true reality” of that Industry... ...We were on the verge of leaving, but the absurd vice of breading prevailed... that is to say, renegotiating the missed acts trough staging the nomade... |
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- 1 -“Ciò che dobbiamo pretendere dal fotografo è la capacità di dare alla sua fotografia quel commento scritto che la sottrae all’usura della moda e le conferisce un valore d’uso rivoluzionario”; Walter Benjamin, L’autore come produttore, in Avanguardia e rivoluzione, Einaudi Edit., Torino 1973, pag. 209.
- 2 - Dice Brecht (e riferisce Benjamin in Piccola storia della Fotografia): “meno che mai una semplice restituzione della realtà dice qualcosa sopra la realtà. Una fotografia delle officine Krupp o AEG non dice quasi nulla in merito a queste istituzioni. La realtà vera è scivolata in quella funzionale. La reificazione delle relazioni umane, e quindi per esempio la fabbrica, non rimanda più indietro alle relazioni stesse”. (in L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, Einaudi, Torino 1966). - 3 - Cosa farsene poi di questa realtà apre ulteriori questioni. |
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